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Insulti shock contro Vannacci: “Volgare troglodita”. A parlare è proprio lui, si scatena di tutto

Pubblicato: 19/07/2026 09:05

Il leader di Azione, Carlo Calenda, attacca duramente il governo sul caso del gioielliere Mario Roggero, accusando la maggioranza di aver trasformato una vicenda giudiziaria in uno strumento di propaganda politica. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il senatore sostiene che l’esecutivo abbia fallito sul fronte della sicurezza e stia cercando consenso facendo leva sui fatti di cronaca.

«Non sanno fare il loro lavoro, cioè governare. Sulla sicurezza hanno fallito e si sono buttati sulla propaganda», afferma Calenda. Secondo il leader di Azione, la destra avrebbe più volte utilizzato casi mediatici per inseguire il consenso dell’opinione pubblica, «prescindendo totalmente dal merito». Sul caso Roggero ribadisce una posizione netta: «Sparare alle spalle mentre qualcuno scappa non è legittima difesa, è farsi giustizia da soli».

Nel corso dell’intervista Calenda allarga il discorso agli equilibri interni della maggioranza, soffermandosi sulla crescita politica del generale Roberto Vannacci. «È arrivato un fascista vero a fargli concorrenza e sono disperati», dichiara, definendolo anche «un volgare troglodita». A suo giudizio, pur ottenendo meno voti di quanto temuto dalla Lega, Vannacci potrebbe comunque indebolire il partito guidato da Matteo Salvini.

Il leader di Azione ritiene che anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni stia affrontando una fase di difficoltà politica, mentre Salvini sarebbe sotto pressione anche da parte dei governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Calenda critica inoltre la gestione istituzionale del dibattito sulla possibile grazia a Roggero, sostenendo che sia stato coinvolto impropriamente il Presidente della Repubblica.

«Hanno coinvolto il capo dello Stato in una scena da quinta elementare», afferma Calenda, ricordando che il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato richiamato sul fatto che il potere di concedere la grazia spetta esclusivamente al Quirinale. Per il leader di Azione, l’intera vicenda rappresenta «l’impotenza di una politica stracciona che prende in giro gli italiani».

Calenda contesta anche il messaggio che, a suo avviso, la destra starebbe trasmettendo sul tema della sicurezza. «Mi piacerebbe chiedere a un elettore di destra se davvero vuole il Far West», afferma, sostenendo che l’idea di affidare la sicurezza alla reazione armata dei cittadini rappresenti un modello pericoloso. «Non è sparando che si migliora la sicurezza», aggiunge.

Secondo il leader di Azione, il problema non si affronta con nuove norme penali o con l’apertura dei centri per migranti in Albania, ma attraverso un rafforzamento concreto delle forze dell’ordine. Calenda ricorda di aver proposto al governo di utilizzare il programma Safe per assumere nuovi Carabinieri, inserendo la spesa tra quelle destinate alla Difesa.

Nel mirino finiscono anche le proposte di Vannacci sul tema dell’immigrazione. Calenda ironizza sulle coperture economiche delle sue idee, sostenendo che il generale «quando gli chiedi dove trova le coperture per la folle remigrazione risponde che lui non fa il ragioniere». Un’affermazione con cui il leader di Azione mette in dubbio la sostenibilità delle proposte avanzate dall’eurodeputato.

Infine, Calenda rivolge una critica anche al centrosinistra, accusandolo di non affrontare con decisione il tema della sicurezza. A suo giudizio, le forze progressiste eviterebbero di assumere una posizione netta sul contrasto alla criminalità legata all’immigrazione. «Ha paura di dire che i migranti che delinquono vanno cacciati», conclude.

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