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Vannacci nel video AI stile Gladiatore: bufera politica dopo la scena con la condanna di Conte e Schlein

Pubblicato: 20/07/2026 19:28

Un video realizzato con l’intelligenza artificiale e diffuso sui canali social vicini a Roberto Vannacci scatena una nuova polemica politica. Nella clip, costruita con un’ambientazione ispirata all’antica Roma e alle atmosfere del film Il Gladiatore, il leader di Futuro Nazionale appare nei panni di un imperatore che decide la sorte di alcuni esponenti del centrosinistra. Nel filmato vengono rappresentati, attraverso avatar generati dall’AI, Giuseppe Conte, Elly Schlein, Romano Prodi e Laura Boldrini mentre sono al centro di un’arena e Vannacci, affiancato dalle figure virtuali di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, pronuncia una condanna simbolica alla morte. La diffusione della clip ha provocato dure reazioni da parte di Pd e Movimento 5 Stelle, che hanno accusato il contenuto di evocare violenza politica.

Il video, condiviso da un account vicino al generale con il nome “Robertus Vannaccius” e con il tag anche al profilo del vero Vannacci, è diventato rapidamente virale. Nella ricostruzione digitale il protagonista mostra il pollice verso, richiamando il gesto degli imperatori romani nelle rappresentazioni cinematografiche, accompagnando la scena con frasi riferite agli avversari politici. La clip include anche la presenza dell’imprenditore Giuseppe Barboni, raffigurato mentre raccoglie due strumenti simbolici dopo un episodio legato a un gelato caduto durante la scena.

Le accuse di Pd e M5S dopo il filmato

Il contenuto ha suscitato la reazione immediata dei partiti di opposizione. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato il filmato sostenendo che rappresenti un messaggio pericoloso e potenzialmente capace di alimentare atteggiamenti estremisti. Conte ha collegato la diffusione del video al tema della violenza nel confronto politico, interrogandosi sul significato istituzionale del messaggio.

Anche dal Partito democratico sono arrivate parole dure. La capogruppo alla Camera Chiara Braga ha definito il video un messaggio grave, sostenendo che evocare morte e violenza contro avversari politici sia incompatibile con il confronto democratico. Braga ha inoltre richiamato la presenza, nella rappresentazione digitale, delle figure di Meloni e La Russa, chiedendo una presa di distanza da contenuti che, secondo il Pd, rischiano di legittimare l’odio politico.

La vicenda apre così un nuovo fronte di scontro attorno alla comunicazione politica sui social e all’uso dell’AI generativa, con il dibattito concentrato sui limiti tra satira, provocazione e messaggi ritenuti offensivi o potenzialmente pericolosi.

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Ultimo Aggiornamento: 20/07/2026 19:40

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