
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna a intervenire sul caso del gioielliere Mario Roggero, condannato per aver ucciso due rapinatori dopo una rapina nel suo negozio di Grinzane Cavour. In un’intervista al Corriere della Sera, il Guardasigilli chiarisce i rapporti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’ipotesi di grazia e difende la scelta del Governo di avviare l’istruttoria, definendola “un gesto umanitario”. Nordio ribadisce inoltre la propria contrarietà al risarcimento riconosciuto ai familiari dei rapinatori, giudicandolo “irragionevole” e potenzialmente pericoloso.
“La grazia è una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato”
Nordio ha spiegato che il confronto con il presidente della Repubblica si è svolto in un clima di piena serenità istituzionale. “Con il presidente, le cui osservazioni vengono sempre accolte con deferente attenzione, il dialogo è stato sereno e squisitamente tecnico”, ha affermato, ricordando però che la decisione sulla concessione della grazia spetta esclusivamente al Capo dello Stato.
Il ministro ha precisato che il Governo si è limitato a valutare la possibilità di esercitare il proprio potere di impulso, sottolineando come la materia presenti margini interpretativi. “Il diritto è sempre materia opinabile”, ha osservato, ricordando che anche le più alte magistrature modificano talvolta i propri orientamenti e possono entrare in contrasto tra loro. Per questo, ha aggiunto, eventuali conflitti istituzionali trovano soluzione davanti alla Corte Costituzionale. Nordio ha infine espresso rammarico per quella che definisce un’eccessiva enfasi mediatica riservata al colloquio con il Quirinale.
“Con Meloni subito d’accordo sull’apertura dell’istruttoria”
Il Guardasigilli ha ricostruito anche la nascita dell’iniziativa del Governo, spiegando che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministero della Giustizia si sono trovati immediatamente concordi nel valutare sproporzionate sia la pena sia il risarcimento.
Secondo Nordio, prima di procedere è stata effettuata una verifica giuridica con gli uffici del Ministero e di Palazzo Chigi per accertare se il ministro avesse la legittimazione ad avviare autonomamente la procedura di grazia. “La dottrina più autorevole, direi l’unica sul punto, sostiene che il ministro può prendere l’iniziativa. E così abbiamo fatto”, ha spiegato, ribadendo che l’apertura dell’istruttoria rappresenta “un gesto umanitario”.
Il ministro ha inoltre sottolineato come il codice penale distingua tra diverse tipologie di omicidio, evidenziando la differenza tra un delitto premeditato e una reazione maturata durante un’aggressione violenta. “Chi viene rapinato davanti alla famiglia non ragiona con atarassica serenità”, ha osservato.
Nordio: “Risarcire un criminale che ti aggredisce è irragionevole”
Nordio è tornato infine sul tema del risarcimento disposto a favore dei familiari dei rapinatori uccisi, ribadendo una posizione molto netta. “Risarcire un criminale che ti aggredisce è irragionevole, e soprattutto pericoloso”, ha dichiarato.
Secondo il ministro, un simile principio rischierebbe infatti di produrre effetti distorsivi. “Qualcuno potrebbe sacrificarsi come certi kamikaze mediorientali, sapendo che la famiglia sarà adeguatamente risarcita”, ha concluso, rilanciando così il dibattito politico e giuridico sul caso Roggero, destinato a rimanere al centro del confronto pubblico anche nelle prossime settimane.


