
Andrea Pirlo sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. L’accordo è stato raggiunto e, salvo gli ultimi adempimenti formali, l’ex centrocampista guiderà gli Azzurri con un contratto quadriennale fino al Mondiale 2030, da circa 1,5 milioni di euro a stagione più bonus. L’annuncio è atteso nei prossimi giorni.
La scelta arriva al termine di ore intense, durante le quali la Figc e la nuova direzione tecnica hanno coltivato fino all’ultimo il sogno di convincere Pep Guardiola. Il tecnico del Manchester City, come ampiamente previsto, ha però declinato la proposta, chiudendo definitivamente la porta all’ipotesi di un approdo sulla panchina azzurra.

Archiviata la pista Guardiola, i dirigenti hanno accelerato su quello che era considerato il vero piano per il futuro della Nazionale. Andrea Pirlo era infatti il profilo individuato fin dall’inizio da Paolo Maldini e Leonardo, convinti che rappresenti l’uomo giusto per avviare un progetto di rilancio del calcio italiano.
L’indicazione era arrivata già durante l’assemblea della Lega Serie A, quando Maldini e Leonardo avevano spiegato di voler puntare su un allenatore capace di condividere la loro idea di calcio e una precisa filosofia tecnica. Dopo il no di Guardiola, quella descrizione ha finito per coincidere perfettamente con il profilo dell’ex regista della Nazionale.
Nella valutazione della dirigenza hanno pesato anche le caratteristiche degli altri candidati. Tecnici di grande esperienza come Antonio Conte e Roberto Mancini sono stati considerati meno compatibili con il progetto tecnico immaginato dai nuovi responsabili federali, orientati verso una figura più giovane e disponibile a costruire un percorso condiviso.

La carriera di Pirlo allenatore non ha finora raggiunto i risultati ottenuti da calciatore, ma chi lo ha scelto ritiene che possieda una visione moderna del gioco e qualità tattiche sulle quali investire. Un profilo che, nelle intenzioni della Federazione, dovrà crescere insieme a un nuovo ciclo della Nazionale.
I dubbi legati alla sua limitata esperienza in panchina e alla gestione di uno spogliatoio complesso vengono compensati, secondo il nuovo assetto federale, dal ruolo che avranno Maldini e Leonardo, chiamati ad affiancare il commissario tecnico nelle scelte strategiche e nella costruzione del nuovo corso azzurro.
I contatti tra le parti sono proseguiti nelle ultime ore e l’intesa è stata raggiunta rapidamente una volta tramontata definitivamente l’ipotesi Guardiola. In Federazione si lavora ora agli ultimi dettagli dell’accordo, con l’obiettivo di formalizzare la nomina nel più breve tempo possibile.
Per Andrea Pirlo si apre così una delle sfide più importanti della sua carriera. L’obiettivo sarà riportare l’Italia ai vertici del calcio internazionale attraverso un progetto di lungo periodo, che guardi non solo al Mondiale 2030, ma anche allo sviluppo dei giovani e alla ricostruzione dell’intero movimento calcistico azzurro.


