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Iran-Usa, il conflitto entra nel sesto mese: quarta notte senza raid, Trump punta sulla diplomazia

Pubblicato: 28/07/2026 07:23

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran entra oggi nel suo sesto mese. Per la quarta notte consecutiva non si sono registrati attacchi diretti tra Washington e Teheran, mentre proseguono i tentativi diplomatici per arrivare a un’intesa che possa scongiurare una nuova escalation militare. Il presidente americano Donald Trump continua a sostenere che il dialogo con la Repubblica islamica sia aperto, anche se sul terreno restano forti tensioni e il rischio di una ripresa delle ostilità non è escluso.

Intanto, secondo un retroscena pubblicato da Axios, all’interno dell’amministrazione americana starebbe maturando la convinzione che le sanzioni economiche possano rivelarsi uno strumento più efficace dei bombardamenti nel mettere sotto pressione il regime iraniano. Sullo sfondo resta anche la visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti, dove è atteso un nuovo confronto con Trump.

06:43 – Netanyahu negli Stati Uniti, previsto un nuovo incontro con Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato negli Stati Uniti. Oltre a partecipare ai funerali del senatore Lindsey Graham, il premier avrà l’occasione di incontrare il presidente Donald Trump. Sul tavolo ci saranno i principali dossier mediorientali, a partire dalla situazione in Iran, dai negoziati sullo Stretto di Hormuz e dagli sviluppi della guerra nella Striscia di Gaza.

06:13 – Axios: “Le sanzioni possono fare più danni dei bombardamenti”

Secondo quanto riferito da Axios, diversi funzionari dell’amministrazione americana ritengono che la pressione economica possa risultare, nel medio periodo, più efficace dell’azione militare contro il regime iraniano.

Le valutazioni sarebbero basate su rapporti dell’intelligence statunitense che descrivono una situazione economica sempre più difficile all’interno della Repubblica islamica. Un funzionario americano ha spiegato che «gli iraniani vogliono fermare i bombardamenti e vogliono soldi. Ma, nell’ordine inverso, vogliono prima i soldi».

Secondo le stesse fonti, Teheran starebbe affrontando crescenti difficoltà finanziarie, con problemi nel reperire le risorse necessarie per sostenere l’economia interna e garantire i sussidi energetici. Gli analisti americani temono inoltre il rischio di una corsa agli sportelli bancari nel caso in cui la crisi dovesse aggravarsi ulteriormente.

06:00 – Trump: “L’Iran sta parlando con noi”

Nelle ultime ore il presidente americano Donald Trump ha ribadito che i contatti diplomatici con Teheran sono in corso.

«L’Iran sta parlando con noi per raggiungere un accordo proprio in questo momento», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che i negoziati si stanno svolgendo in un clima definito «molto amichevole».

Le dichiarazioni del tycoon arrivano dopo la decisione di sospendere temporaneamente i raid americani contro obiettivi iraniani, scelta che la Casa Bianca ha motivato con la volontà di concedere un’ultima possibilità alla diplomazia prima di valutare eventuali nuove iniziative militari.

Scenario – Quattro notti senza raid, ma la crisi resta aperta

L’assenza di bombardamenti reciproci per quattro notti consecutive rappresenta il periodo di relativa calma più lungo dall’inizio dell’ultima fase del conflitto. Tuttavia, gli osservatori sottolineano come la situazione resti estremamente fragile.

I colloqui indiretti tra Washington e Teheran procedono parallelamente alle trattative tra Iran e Oman sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz, mentre restano elevate le tensioni nel Mar Rosso e lungo gli altri fronti regionali.

Per il momento, la strategia americana sembra puntare su un doppio binario: mantenere alta la pressione economica attraverso le sanzioni e lasciare aperta la porta del negoziato, senza rinunciare all’opzione militare qualora il dialogo dovesse interrompersi.

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