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La nuova Italia di Mancini riparte dal 4-3-3: identità, uomini e idee del nuovo corso azzurro

Pubblicato: 28/07/2026 16:39

Nel calcio italiano sempre più orientato verso il 3-5-2 e le difese a tre, Roberto Mancini sembra intenzionato a ripartire dalla sua idea di gioco. Il commissario tecnico sarebbe pronto a rilanciare il 4-3-3, il sistema che ha accompagnato l’Italia alla conquista dell’Europeo del 2021 a Wembley e che rappresenta da sempre il marchio di fabbrica del tecnico.

Un ritorno alle origini che, però, non significherebbe un semplice salto indietro nel tempo. Il calcio è cambiato e anche Mancini sembra pronto ad adattare i propri principi alle nuove tendenze tattiche.

Il ritorno del 4-3-3 e il possibile rientro di Gagliardi

A rafforzare questa impostazione potrebbe essere anche il possibile ritorno di Antonio Gagliardi nello staff tecnico della Nazionale.

Proprio dal lavoro condiviso tra Gagliardi e Maurizio Viscidi, responsabile delle selezioni giovanili della FIGC, nacque il modello tattico sintetizzato nell’acronimo C.A.R.P. (Costruzione, Ampiezza, Rifinitura, Profondità), che ha caratterizzato il gioco dell’Italia campione d’Europa.

L’idea prevedeva una costruzione dal basso, lo sviluppo dell’azione attraverso le corsie laterali, una struttura di possesso con il 3+2, quattro uomini alle spalle del centravanti e una riaggressione immediata una volta perso il pallone. Un calcio propositivo che, negli ultimi anni, ha però dovuto fare i conti con l’evoluzione del gioco, sempre più orientato verso l’intensità e i duelli individuali.

Difesa a quattro: equilibrio cercasi

Uno dei principali nodi tattici riguarda il reparto difensivo.

L’impiego di esterni come Federico Dimarco e Marco Palestra, abituati nei rispettivi club a ricoprire il ruolo di quinti di centrocampo, richiederà particolare attenzione nella fase difensiva per garantire equilibrio alla linea a quattro.

Tra i pali il punto fermo resta Gianluigi Donnarumma, mentre al centro la coppia titolare potrebbe essere composta da Gianluca Mancini e Alessandro Bastoni.

Le alternative non mancano: Alessandro Buongiorno, quando tornerà a disposizione, Giorgio Scalvini, che potrebbe beneficiare del lavoro svolto con Maurizio Sarri sulla difesa a quattro, e Riccardo Calafiori, prezioso per la sua capacità di giocare sia da centrale sia da terzino sinistro. Sulla corsia destra resta inoltre una soluzione affidabile Giovanni Di Lorenzo.

Centrocampo: Fagioli sfida Locatelli in regia

Nel cuore del campo la maglia da regista sarebbe contesa tra Nicolò Fagioli e Manuel Locatelli.

Se il centrocampista dovesse trovare continuità e consacrarsi definitivamente ad alti livelli, potrebbe diventare il punto di riferimento della manovra. In alternativa, l’esperienza di Locatelli rappresenterebbe una garanzia.

Ai suoi lati il centrocampo potrebbe essere completato da Sandro Tonali e Nicolò Barella, due mezzali capaci di unire qualità, dinamismo e inserimenti. Alle loro spalle scalpitano Davide Frattesi e Niccolò Pisilli, pronti a giocarsi spazio e minuti.

Attacco: Retegui, Kean e Scamacca si contendono il posto

Il reparto offensivo presenta diversi ballottaggi.

Per il ruolo di centravanti la corsa coinvolge Mateo Retegui, Moise Kean e Gianluca Scamacca, tre profili differenti ma tutti in grado di interpretare il ruolo di numero nove.

Sugli esterni offensivi la speranza è quella di ritrovare il miglior Federico Chiesa. Qualora l’attaccante non dovesse tornare ai livelli del passato, le alternative rispondono ai nomi di Matteo Politano, Riccardo Orsolini e Domenico Berardi.

Sulla fascia sinistra, dopo la lunga era di Lorenzo Insigne, il candidato principale sembra essere Mattia Zaccagni, senza dimenticare il giovane Luca Koleosho, considerato uno dei prospetti più interessanti per il futuro della Nazionale.

Tradizione e innovazione

La nuova Italia di Roberto Mancini, almeno nelle intenzioni, sembra voler coniugare continuità e innovazione. Il 4-3-3 resta il punto di riferimento, ma l’evoluzione del calcio impone adattamenti continui.

L’obiettivo è costruire una squadra capace di mantenere un’identità riconoscibile senza rinunciare alla flessibilità richiesta dal calcio moderno, valorizzando una generazione di giocatori che rappresenta il presente e il futuro della Nazionale azzurra.

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