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“20mila euro per ucciderla”. Follia in Italia, si scopre un orrore spaventoso

Pubblicato: 29/07/2026 21:08

Un femminicidio già pianificato nei dettagli sarebbe stato fermato prima della sua esecuzione grazie all’intervento dei carabinieri di Caserta e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Gli investigatori hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di cinque persone ritenute coinvolte in un progetto criminale ai danni di una donna residente nell’area napoletana.

Tra gli arrestati figura Andrea Autiero, ritenuto al vertice di un gruppo criminale casertano collegato al clan dei Casalesi, e Vincenzo Russo, 44 anni, ex compagno della vittima designata. Secondo la ricostruzione della procura, sarebbe stato proprio Russo a commissionare l’omicidio, promettendo un compenso di 20mila euro agli esecutori.

Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri Simona Belluccio e Vincenzo Toscano con il procuratore aggiunto Michele Del Prete, sono partite dalle intercettazioni che hanno permesso di ricostruire un piano ormai in fase avanzata. Di fronte al rischio concreto che il delitto potesse essere portato a termine, gli investigatori hanno deciso di intervenire con un provvedimento urgente.

Secondo quanto emerso, Autiero avrebbe già ricevuto un primo anticipo di 5mila euro. Il gruppo criminale avrebbe inoltre predisposto strumenti e mezzi per l’agguato: tra questi auto con targhe clonate e telefoni dedicati, destinati esclusivamente alle comunicazioni legate all’esecuzione del piano.

Il progetto prevedeva, secondo l’accusa, il sequestro della donna, il suo trasferimento in una zona isolata e successivamente l’uccisione con l’obiettivo di occultarne il corpo. Russo avrebbe fornito agli esecutori fotografie, informazioni personali e persino le chiavi dell’abitazione e dell’auto della vittima per agevolare l’azione criminale.

A carico di Autiero, Russo, Aniello De Luca, 49 anni, e Giuseppe Severino, 44 anni, viene contestato il reato di tentato omicidio pluriaggravato, anche con l’aggravante delle modalità mafiose. Il gip ha disposto per tutti la misura cautelare in carcere.

L’inchiesta della Dda di Napoli ha portato alla luce anche altri episodi intimidatori. Gli investigatori stanno infatti ricostruendo due raid avvenuti il 30 aprile con l’utilizzo di pistole calibro 7,65 e 9×21, che avrebbero colpito l’abitazione di un imprenditore e un distributore di carburanti riconducibile alla famiglia del sindaco di Gricignano, Vittorio Lettieri.

Per questi episodi risultano indagati Autiero, De Luca e Giuliano Esposito, 41 anni. Secondo gli inquirenti, gli autori dei raid avrebbero agito con il volto coperto da caschi e utilizzando motociclette di grossa cilindrata. Tra le ipotesi al vaglio c’è un possibile collegamento con la vicenda dell’immobile confiscato alla camorra e appartenuto ad Autiero, che il Comune aveva intenzione di riqualificare.

Un ruolo nell’inchiesta è stato svolto anche dalla giornalista sotto scorta Marilena Natale, che avrebbe fornito agli investigatori elementi ritenuti utili per ricostruire il contesto degli episodi. L’operazione, secondo gli inquirenti, ha consentito di bloccare un progetto criminale prima che potesse trasformarsi in un nuovo caso di violenza contro una donna.

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