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Beatrice morta a 2 anni, l’autopsia: “Polmoni da fumatrice”, accuse atroci a madre e compagno

Pubblicato: 29/07/2026 12:57

Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di appena 2 anni deceduta lo scorso 9 febbraio. Secondo gli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura di Imperia, la bimba presentava «polmoni da fumatrice», un quadro che gli inquirenti attribuiscono all’esposizione prolungata al fumo.

Per la morte della bambina sono indagati la madre, Manuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

La causa della morte

L’autopsia ha stabilito che Beatrice è morta a causa di una grave emorragia cerebrale, provocata da un trauma cranico.

Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, gli accertamenti hanno inoltre evidenziato numerosi altri segni sul corpo della bambina.

Lividi, ecchimosi e le fotografie agli atti

Oltre al trauma fatale, i consulenti avrebbero riscontrato ecchimosi e lividi in diverse parti del corpo.

Nel fascicolo dell’indagine sono confluite anche alcune fotografie scattate con telefoni cellulari che, secondo gli investigatori, mostrerebbero il volto della piccola con evidenti tumefazioni. Le immagini saranno valutate nell’ambito del procedimento per verificare le contestazioni formulate dalla Procura.

Le testimonianze delle sorelle

Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti figurano anche le dichiarazioni delle due sorelle della bambina, di 9 e 10 anni, che avrebbero riferito episodi di violenza nei confronti della piccola.

Le due minori sono state nel frattempo allontanate dal contesto familiare e trasferite in una struttura protetta.

Secondo quanto ricostruito, le bambine avrebbero raccontato quanto accaduto nei tre giorni trascorsi a Perinaldo, nell’abitazione di Iannuzzi.

I soccorsi arrivati dopo il trasferimento a Bordighera

Dopo il decesso, il corpo di Beatrice sarebbe stato trasportato dalla madre a Bordighera, dove è stata successivamente allertata l’emergenza sanitaria.

Secondo gli accertamenti svolti nell’ambito dell’inchiesta, se i soccorsi fossero stati richiesti tempestivamente, la bambina avrebbe avuto concrete possibilità di sopravvivere.

Le indagini della Procura di Imperia proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare le eventuali responsabilità degli indagati, che restano presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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