
Le strutture penitenziarie sono luoghi in cui ogni emergenza richiede interventi immediati e coordinati. Quando si verifica un incendio all’interno di un istituto di detenzione, ogni minuto diventa decisivo per mettere in sicurezza le persone presenti e impedire che le fiamme si propaghino, soprattutto in ambienti dove gli spazi sono chiusi e le possibilità di evacuazione risultano particolarmente complesse.
Eventi di questo tipo mobilitano rapidamente personale di soccorso, forze dell’ordine e autorità giudiziarie, chiamate non solo a gestire l’emergenza ma anche a ricostruire con precisione quanto accaduto. È in questi casi che le indagini assumono un ruolo centrale per chiarire la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità.
La tragedia si è consumata nella notte nel carcere di Bancali, a Sassari, dove un detenuto sardo ha perso la vita in seguito a un incendio divampato nella cella del reparto sanitario dell’istituto penitenziario. La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta per accertare ogni aspetto della vicenda.
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La ricostruzione dell’incendio
Secondo una prima ricostruzione, il detenuto avrebbe appiccato personalmente il rogo utilizzando un accendino e dell’olio. L’uomo, che si trovava da tempo nel reparto sanitario per problemi fisici, avrebbe prima chiuso il blindo della cella, poi ostruito l’ingresso e dato fuoco ad alcune suppellettili e al letto.
Successivamente si sarebbe rinchiuso nel bagno del reparto sanitario. Quando gli agenti della polizia penitenziaria sono riusciti ad accedere all’interno della cella, il detenuto si trovava ancora nel locale. In base ai primi elementi raccolti, avrebbe perso conoscenza a causa delle esalazioni provocate dall’incendio per poi essere raggiunto dalle fiamme, morendo carbonizzato.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, che hanno domato il rogo evitando che si propagasse alle altre aree della struttura e senza che altri detenuti rimanessero coinvolti.

Nove agenti feriti durante i soccorsi
L’intervento per tentare di salvare il detenuto e contenere l’incendio ha provocato il ferimento di nove agenti della polizia penitenziaria, che hanno riportato lievi ustioni e un’intossicazione da fumo.
I poliziotti sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove sono stati medicati e sottoposti agli accertamenti sanitari previsti.
Indagini in corso
La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto e verificare eventuali responsabilità.
Parallelamente proseguono gli accertamenti dei carabinieri del Comando provinciale di Sassari, ai quali è affidato il compito di ricostruire con esattezza la dinamica dell’incendio e le fasi che hanno portato alla morte del detenuto.

Il cordoglio del Sappe
Sulla vicenda è intervenuto anche il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), secondo cui il detenuto si sarebbe barricato nel bagno del reparto sanitario dopo aver incendiato alcuni oggetti e il letto.
Il sindacato ha espresso profondo cordoglio per la vittima e ha manifestato vicinanza agli agenti della polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Bancali, sottolineando come abbiano affrontato un’emergenza di eccezionale gravità con coraggio, professionalità e spirito di servizio, intervenendo fin dai primi istanti per contenere il rogo e garantire la sicurezza dell’istituto.


