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Proseguono le rivolte in diverse carceri italiane dopo le restrizioni imposte dalle nuove misure per l’emergenza Coronavirus : arriva ora la notizia di 7 persone tenute in ostaggio all’interno del carcere di Melfi, in provincia di Potenza, dove i detenuti avrebbero preso il controllo di parte della struttura.

Rivolta in carcere: 7 in ostaggio

Ci sarebbero 7 ostaggi nel pieno di una violenta rivolta scoppiata nel carcere di Melfi (Potenza) contro le restrizioni in piena emergenza Coronavirus.

Il lunedì nero del sistema penitenziario italiano ha visto diverse agitazioni in numerose strutture e a Modena, dove si è registrata una delle situazioni più violente, la protesta è sfociata in tragedia con morti e feriti.

Gli ostaggi nel carcere di Melfi, secondo quanto riportato da TgCom24, sarebbero 4 agenti della polizia penitenziaria, 2 medici e una psicologa. I detenuti avrebbero preso il controllo dell’ala in cui si trova l’infermeria.

Secondo quanto riportato da Basilicata24, i detenuti entrati in azione sarebbero un centinaio. La situazione sarebbe ancora in evoluzione. 24 ore prima, a Pavia, due agenti sono stati presi in ostaggio durante i disordini esplosi contro le limitazioni ai colloqui in carcere decise dal governo per ridurre i rischi legati alla diffusione del Coronavirus in Italia.

Dopo quanto accaduto nel carcere di Foggia, con l’evasione di decine di detenuti, secondo quanto riportato ancora da TgCom24 sarebbero 41 quelli rintracciati e arrestati. Dopo la rivolta, sarebbero almeno una decina i detenuti in fuga. Tra le persone evase dal penitenziario non ci sarebbero ergastolani.

Le parole del ministro Bonafede ai detenuti

Sulla serie di rivolte esplose nelle carceri italiane nelle ultime ore, il ministro Alfonso Bonafede è intervenuto con un messaggio ai detenuti pubblicato sul suo profilo Facebook.

Io ascolto tutti e parlo con tutti, ma ai detenuti che vogliono tutelare la salute propria e dei familiari dico che devono mantenere la calma e rispettate le regole, sono consapevole che in tanti di loro lo stanno facendo dando prova di responsabilità. Sono consapevole che un’emergenza come il Coronavirus possa creare tensioni in carcere ma deve essere chiaro l’intento delle misure: nostro dovere è tutelare salute di chi lavora e vive nelle carceri“.

Bonafede ha precisato che le restrizioni sui colloqui con i familiari in carcere rappresentano “una limitazione importante ma che avviene in un momento in cui tutti gli italiani chiamati a fare sacrifici e rinunce“.

Vi parlo della situazione delle carceri.

Gepostet von Alfonso Bonafede am Montag, 9. März 2020

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