
L’estate continua a mostrare il suo volto più intenso, con giornate caratterizzate da temperature elevate, afa persistente e notti tropicali che rendono difficile trovare sollievo anche dopo il tramonto. In molte città il caldo si è fatto sentire con particolare forza, accompagnando milioni di persone tra spostamenti, lavoro e vacanze in un contesto climatico che ha messo a dura prova il benessere quotidiano.
Da settimane l’attenzione è concentrata sull’evoluzione del meteo, con la speranza che l’ondata di calore possa lasciare spazio a condizioni più sopportabili. Dopo un lungo periodo dominato dall’anticiclone africano, le previsioni iniziano a delineare un possibile cambiamento destinato a modificare lo scenario atmosferico su gran parte della Penisola.
Leggi anche: Meteo, “possente anticiclone africano”. Giuliacci: ecco quanto durerà il caldo
Quando arriva il cambiamento
Secondo le indicazioni riportate dal colonnello Mario Giuliacci, la fase di caldo intenso dovrebbe iniziare a perdere forza tra il 7 e il 10 agosto 2026, quando una perturbazione di origine atlantica raggiungerà l’Italia.
Il peggioramento interesserà inizialmente le regioni del Nord, dove sono attesi temporali e un progressivo ricambio d’aria, favorendo un primo calo delle temperature. Successivamente, tra l’11 e il 12 agosto, gli effetti della perturbazione dovrebbero estendersi anche alle regioni del Centro, contribuendo ad attenuare l’afa che ha caratterizzato gli ultimi giorni.

Ferragosto potrebbe segnare la svolta
La fase di cambiamento potrebbe consolidarsi nei giorni che precedono Ferragosto. Tra il 10 e il 15 agosto, infatti, i rovesci sono attesi con una certa frequenza soprattutto al Centro-Nord, anche con fenomeni localmente intensi.
Contestualmente è previsto un abbassamento delle temperature massime. Al Nord i valori dovrebbero scendere sotto i 32 gradi, mentre al Centro le massime potrebbero mantenersi al di sotto dei 35 gradi. Al Sud, invece, continueranno a registrarsi temperature leggermente più elevate.
Secondo lo scenario descritto, intorno al 15 agosto l’anticiclone africano dovrebbe progressivamente perdere influenza sull’Italia, favorendo condizioni meteorologiche più vicine alle medie stagionali.
Gli ultimi giorni del caldo più intenso
Prima del cambio di scenario, il Nord Italia continuerà però a fare i conti con una fase particolarmente calda. Le elaborazioni del modello ECMWF indicano che il picco dell’ondata di calore sarà raggiunto nei primi giorni di agosto, per poi lasciare spazio a un graduale calo termico nel corso del fine settimana.
Tra il 4 e il 6 agosto, Milano e Bologna potranno registrare temperature comprese tra 37 e 38 gradi, mentre Torino potrebbe raggiungere i 37 gradi il 7 agosto. Valori elevati anche a Trieste e Udine, dove le massime sono previste tra 35 e 37 gradi.
Si tratterebbe, tuttavia, dell’ultima fase della più intensa ondata di calore, destinata a esaurirsi con l’arrivo delle correnti atlantiche e il conseguente abbassamento delle temperature.

Perché l’afa è così intensa
La sensazione di caldo soffocante non dipende soltanto dalla presenza dell’anticiclone africano, ma anche dalla quantità di vapore acqueo che l’aria riesce a trattenere quando le temperature aumentano.
Con l’innalzarsi dei valori termici cresce infatti anche la capacità dell’atmosfera di contenere umidità. Per questo motivo, a parità di umidità relativa, un’aria più calda contiene una quantità maggiore di vapore acqueo rispetto a un’aria più fresca, accentuando la percezione dell’afa e rendendo il caldo ancora più difficile da sopportare.
Un’estate caratterizzata da temperature elevate
Il caldo registrato in queste settimane si inserisce in un contesto caratterizzato da valori particolarmente elevati. Negli Stati Uniti, il mese di luglio 2026 è stato segnato da temperature record, con diverse aree interessate da persistenti ondate di calore.
Anche l’Italia ha vissuto un mese di luglio particolarmente caldo. Il luglio 2026 si colloca infatti tra i mesi di luglio più caldi registrati dal 2000, favorito dalla lunga permanenza dell’anticiclone africano, da numerose giornate con temperature superiori ai 35 gradi e da picchi che in diverse regioni hanno sfiorato i 40 gradi.
L’evoluzione prevista nei prossimi giorni potrebbe quindi rappresentare il primo significativo cambiamento dopo una fase dominata da caldo intenso e afa persistente, riportando gradualmente le temperature su valori più vicini a quelli tipici del periodo.


