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La Spagna riaccende lo scontro con l’Italia sui migranti: “Siete inondati, noi vi abbiamo aiutato”

Pubblicato: 03/08/2026 12:21

Si riaccende la tensione diplomatica tra Spagna e Italia sul dossier migranti. A riaprire la polemica è stato il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, che ha rivendicato il ruolo di Madrid nella gestione dei flussi migratori, sostenendo che in più occasioni la Spagna abbia accolto una parte dei migranti arrivati in Italia “per solidarietà europea“.

Le dichiarazioni arrivano alla vigilia della riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, convocata per affrontare l’emergenza migratoria dopo il massiccio afflusso di persone verso l’enclave spagnola di Ceuta. “La Spagna chiederà solidarietà ai partner europei“, ha affermato Albares, ricordando che “in passato anche noi abbiamo contribuito ad alleggerire la pressione su altri Paesi“.

Intervistato dall’emittente pubblica TVE, il ministro ha difeso l’operato delle autorità spagnole, lodando il lavoro di polizia, Guardia Civil ed esercito. “Hanno reso possibile un risultato davvero senza precedenti“, ha dichiarato, riferendosi al rapido rimpatrio della maggior parte dei migranti arrivati a Ceuta.

Nel passaggio più duro dell’intervista, Albares ha chiamato in causa direttamente l’Italia. “L’Italia registra il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna, ed è stata letteralmente travolta dai migranti irregolari“, ha detto. “In molte occasioni altri Paesi europei sono dovuti intervenire. La Spagna ha dimostrato solidarietà ricollocando una parte di quei migranti e contribuendo a risolvere la situazione“.

Le parole del ministro arrivano dopo che il governo italiano aveva rilanciato il tema dei controlli alle frontiere interne dell’area Schengen e riportato al centro del dibattito europeo il cosiddetto “modello Albania“, con la realizzazione di centri per migranti in Paesi extra-Ue. Un’iniziativa che ha alimentato il confronto politico tra Roma e Madrid.

Albares ha poi indicato nella disinformazione uno dei fattori che avrebbero favorito l’afflusso di migranti verso Ceuta. “C’è stata una sincronizzazione del movimento internazionale reazionario, che ha amplificato quanto stava accadendo diffondendo menzogne e notizie false sull’area Schengen“, ha sostenuto.

Il ministro ha inoltre respinto le critiche sull’operato del governo spagnolo nella gestione della crisi. “Tutti i ministeri hanno fatto la loro parte fin dal primo minuto“, ha assicurato, aggiungendo che “senza la collaborazione e lo straordinario lavoro della polizia, della Guardia Civil e dell’Esercito tutto questo sarebbe stato impossibile“.

Intanto resta ancora incerto il numero delle persone presenti a Ceuta. Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha stimato che “tra 3.000 e 5.000 migranti” si trovino ancora nell’enclave, precisando che “la normalità non è stata ancora ristabilita“.

Anche i numeri complessivi della crisi continuano a essere oggetto di versioni differenti. Le autorità spagnole parlano di oltre 50 mila arrivi, mentre il Marocco ridimensiona il dato a circa 40 mila persone. Divergenze anche sul bilancio delle vittime: Rabat riferisce di 11 morti, mentre da Ceuta viene indicato il recupero di 88 corpi in mare. Il governo marocchino, infine, ha respinto ogni responsabilità, sostenendo che l’esodo sia stato provocato “dai social network e dalle mafie che gestiscono i flussi migratori“.

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Ultimo Aggiornamento: 03/08/2026 12:28

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