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Giovanissimo uccide i nonni, poi la sparatoria a scuola: 8 morti in Thailandia

Pubblicato: 07/08/2026 07:22

La complessa gestione delle dinamiche socio-familiari e la prevenzione di condotte violente nell’ambito delle relazioni intergenerazionali rappresentano due dei temi più delicati e urgenti nell’agenda dei servizi sociali e delle autorità di polizia a livello internazionale. Quando la sfera degli affetti domestici viene improvvisamente travolta da eventi drammatici, l’impatto psicologico sulla comunità locale genera una profonda riflessione sulle radici profonde del disagio giovanile e sull’efficacia delle reti di tutela e sorveglianza d’emergenza. Analizzare la genesi di tali contesti e il ruolo dei presidi territoriali risulta fondamentale per comprendere come le istituzioni possano intervenire tempestivamente di fronte a segnali di crisi intrafamiliare, garantendo la sicurezza dei cittadini e tutelando i soggetti più vulnerabili.

Il dramma familiare e le vittime tra le mura domestiche

Un quadro ancora più cupo e scioccante emerge dalle indagini in corso sulla strage che ha sconvolto la provincia di Nonthaburi, svelando una sequenza di eventi iniziata ben prima dell’ingresso del giovane nell’istituto scolastico “Debsirin Nonthaburi”. La polizia afferma che la persona accusata di aver aperto il fuoco a scuola “ha ucciso in totale otto persone”. Un bilancio drammatico che trae origine da un prodromo consumatosi al riparo dagli sguardi esterni, all’interno del nucleo familiare più intimo del responsabile.

Secondo le forze dell’ordine, infatti, il 14enne “ha ucciso i nonni a colpi di pistola” prima di dirigersi verso il plesso didattico. L’anziana coppia, che rappresentava il primo baluardo di affetto e custodia quotidiana del ragazzo, è caduta vittima dell’aggressione nella propria abitazione. Un gesto d’incredibile violenza che ha spezzato tragicamente la vita dei due anziani e ha fornito al giovane i mezzi per proseguire la sua follia: proprio utilizzando l’arma del nonno, l’aggressore si è poi recato nell’istituto scolastico per compiere il massacro.

La ricostruzione dei fatti e il bilancio dei soccorsi

L’aggressione alla scuola nel distretto di Bang Kruai, a nord di Bangkok, ha poi tragicamente allungato la scia di sangue. Dopo aver colpito i propri familiari, il giovane “ha sparato nell’istituto scolastico nella zona di Bangkok uccidendo tre insegnanti e tre studenti”, come riporta l’Afp. Almeno tre insegnanti e tre studenti sono morti in Thailandia, quando uno studente ha aperto il fuoco prima di suicidarsi, secondo quanto riferito dalle autorità alla Reuters. La polizia di Nonthaburi ha confermato il numero delle vittime, spiegando che l’attentatore si è tolto la vita al termine dell’attacco.

Sul posto si registra anche un alto numero di feriti, tra cui un insegnante e tre studenti in condizioni critiche. Tuttavia, altre fonti — come Al Jazeera — parlando dell’episodio riferiscono di almeno 20 feriti presi in carico dai soccorritori. Gli inquirenti proseguono ora gli accertamenti per far luce sulle motivazioni che hanno spinto il ragazzo ad accanirsi prima contro le figure anziane di riferimento e poi verso il personale della scuola.

La testimonianza e i soccorsi nel distretto di Bang Kruai

Le concitate fasi dell’evacuazione e il panico vissuto tra i corridoi emergono con forza dai drammatici racconti diretti dei testimoni scampati all’aggressione. Tra le voci raccolte sul posto, la BBC ha riportato il racconto di una studentessa di prima media riuscita a fuggire dall’edificio. La ragazza si trovava in classe quando ha visto l’aggressore «camminare di stanza in stanza». Poco dopo, racconta, l’uomo ha sparato all’insegnante che si trovava davanti alla sua aula. Da quel momento, dice la studentessa, non è riuscita a vedere altro.

Gli inquirenti proseguono ora le indagini sul campo per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e accertare le modalità con cui il giovane sia riuscito a procurarsi l’arma usata per compiere la strage.

La piaga delle armi facili e i precedenti drammatici nel Paese

L’ennesimo episodio di violenza sanguinosa riporta al centro del dibattito la facilità con cui è possibile procurarsi armi letali sul territorio nazionale. La Thailandia ha uno dei tassi di possesso di armi da fuoco più alti della regione, con circa 10 milioni di armi da fuoco in circolazione, una ogni sette abitanti. Una diffusione capillare e fuori controllo che continua a mietere vittime innocenti negli ambienti più vulnerabili. Le precedenti promesse di inasprire le leggi sulle armi non hanno impedito il ripetersi di sparatorie devastanti all’interno dei plessi scolastici. A febbraio, la polizia thailandese ha ucciso un adolescente che aveva aperto il fuoco in una scuola nel sud del Paese, uccidendo il preside e ferendo due studenti.

Una scia di sangue che riporta la memoria all’episodio più oscuro della storia recente: nel 2022, un ex poliziotto armato di pistola e coltello fece irruzione in un asilo nido nel nord del Paese e uccise 24 bambini e 12 adulti, in uno dei massacri più sanguinosi nella storia della Thailandia. Oltre al cordoglio per le vittime dell’istituto di Nonthaburi, cresce ora la rabbia dei cittadini che chiedono riforme immediate e controlli reali per fermare questa scia incessante di tragedie.

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Ultimo Aggiornamento: 07/08/2026 09:25

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