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Ceuta, Sanchez attacca l’Italia: “Stop ai controlli o prenderemo misure proporzionate”. Palazzo Chigi: “Non rivediamo decisione su Schengen”

Pubblicato: 07/08/2026 17:55

Sale la tensione tra Italia e Spagna sulla questione dei controlli alle frontiere. Il governo guidato dal premier socialista Pedro Sanchez ha lanciato un duro avvertimento a Roma, chiedendo il ripristino della piena applicazione del trattato di Schengen entro domenica. In caso contrario, Madrid annuncia possibili contromisure definite “proporzionate”.

La presa di posizione è arrivata attraverso una nota ufficiale diffusa dopo una riunione di coordinamento sulla situazione a Ceuta, enclave spagnola sul territorio nordafricano al centro delle tensioni degli ultimi giorni.

Madrid accusa Roma: “Misura ingiusta e discriminatoria”

Nel comunicato il governo spagnolo definisce la decisione italiana di reintrodurre i controlli alla frontiera con la Spagna “ingiusta, contraria agli interessi dell’Unione europea e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”.

Secondo Madrid, la misura adottata dal governo italiano avrebbe avuto un impatto sulla mobilità di migliaia di viaggiatori proprio durante il periodo estivo, creando “incertezza legale” e violando, secondo l’esecutivo spagnolo, le regole previste dal Codice delle frontiere Schengen.

“La misura è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità”, si legge nella nota diffusa dall’esecutivo di Sanchez.

Ferma replica di Palazzo Chigi

La notizia centrale ruota attorno alle crescenti tensioni geopolitiche ed diplomatiche tra Italia e Spagna a causa della decisione del Governo italiano di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen per i cittadini provenienti da Paesi terzi attraverso il territorio spagnolo. Tale posizione, riaffermata con fermezza da Palazzo Chigi di fronte alle riserve sollevate dal Governo di Madrid, si inserisce in un quadro di controlli rafforzati per motivi di sicurezza interna e prevenzione del rischio terroristico, ed è destinata a rimanere in vigore almeno fino a metà agosto.

La decisione di Palazzo Chigi rappresenta un punto di svolta nelle dinamiche comunitarie recenti, evidenziando come le esigenze di sicurezza nazionale continuino a prevalere sulle dinamiche standard della libera circolazione europea. La nota ufficiale del Governo italiano specifica chiaramente che la sospensione delle garanzie previste dal trattato di Schengen per chi proviene dalla Spagna non subirà modifiche o rettifiche nel breve periodo. La scadenza del quindici agosto costituisce solo un termine indicativo, poiché il ripristino delle condizioni ordinarie resta rigorosamente vincolato alla totale eliminazione dei rischi terroristici. Questa fermezza riflette la linea rigida adottata dalle autorità italiane di fronte all’evoluzione delle minacce globali e alle pressioni migratorie registrate lungo diverse rotte internazionali.

Il braccio di ferro sulla frontiera

La decisione italiana di rafforzare i controlli è legata alla situazione di sicurezza dopo le tensioni nell’area di Ceuta e ai timori legati ai flussi migratori e agli attraversamenti irregolari.

Madrid contesta però la scelta di Roma e considera il ripristino dei controlli un precedente problematico all’interno dello spazio europeo di libera circolazione.

Il governo spagnolo ha quindi fissato un termine: entro 48 ore l’Italia dovrà fare un passo indietro. In caso contrario, Sanchez ha annunciato l’adozione di “misure proporzionate”, senza però specificare quali iniziative concrete potrebbero essere intraprese.

Il confronto tra i due Paesi entra così in una fase delicata, con il tema della gestione delle frontiere europee al centro di un nuovo scontro diplomatico.

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