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Migranti, la Germania prepara i trasferimenti verso l’Italia: Berlino riapre il dossier Dublino

Pubblicato: 09/08/2026 21:33

La Germania si prepara a riprendere i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia e la Grecia dopo l’entrata in vigore, il 12 giugno, del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Berlino sostiene che il sistema di Dublino rappresenti una condizione necessaria per il funzionamento del nuovo quadro europeo, mentre dal Viminale arriva una precisazione: per gli arrivi precedenti al 12 giugno, con alcuni dei principali Paesi europei, tra cui la Germania, l’Italia considera superate le richieste di trasferimento.

Berlino: «I trasferimenti devono ripartire»

A chiarire la posizione tedesca è stato un portavoce del ministero dell’Interno di Berlino. La Germania, ha spiegato, si aspetta che «a partire» dall’entrata in vigore del nuovo sistema europeo vengano nuovamente effettuati trasferimenti verso Italia e Grecia.

Il nuovo regolamento, che ha sostituito il precedente quadro di Dublino III, prevede infatti procedure più vincolanti per determinare quale Stato membro sia competente per la gestione della domanda di asilo. Berlino sostiene di aver lavorato per rendere le procedure di trasferimento più praticabili e rapide.

Non è ancora possibile, però, stabilire quante persone saranno effettivamente trasferite. Il numero dipenderà dai singoli casi e da una serie di fattori, mentre il ministero tedesco non fornisce informazioni sui dettagli operativi delle procedure.

La posizione del Viminale

Da Roma arriva però una lettura diversa almeno per quanto riguarda i migranti arrivati prima del 12 giugno. Fonti del Viminale hanno fatto sapere che, con alcuni tra i principali Paesi europei, Germania compresa, l’Italia considera azzerate le posizioni dei cosiddetti «dublinanti» arrivati in Europa prima dell’entrata in vigore del nuovo Patto.

Secondo il ministero dell’Interno, inoltre, sarebbe ancora troppo presto per ipotizzare un numero significativo di persone entrate in Italia dopo il 12 giugno e successivamente trasferitesi in altri Stati membri.

Roma intende inoltre sollevare il tema della cosiddetta compensazione per gli eventuali trasferimenti successivi al 12 giugno, prendendo in considerazione anche i migranti sbarcati in Italia a bordo di imbarcazioni di Ong battenti bandiera di altri Paesi europei.

Il primo trasferimento è previsto per il 19 agosto

Il caso destinato a segnare concretamente la ripresa dei trasferimenti riguarda una giovane somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame. La donna è arrivata in Italia dopo aver lasciato il proprio Paese e successivamente ha raggiunto la Germania, dove ha presentato domanda di asilo.

Le autorità tedesche hanno stabilito che la competenza sulla sua richiesta spetta all’Italia. La giovane, attualmente ospitata in un centro di accoglienza in Baviera, ha ricevuto una comunicazione secondo cui il trasferimento nel nostro Paese è previsto per mercoledì 19 agosto.

La Germania aveva già presentato a giugno la richiesta all’Italia per il trasferimento. Trascorso il termine previsto senza una risposta da parte delle autorità italiane, la richiesta è stata considerata accettata attraverso il meccanismo del silenzio-assenso.

L’Italia nel mirino delle richieste europee

La questione dei trasferimenti era già stata sollevata dalla Commissione europea. In una valutazione pubblicata a luglio, Bruxelles aveva invitato Roma a rimuovere gli ostacoli che avevano impedito finora la ripresa dei trasferimenti e a collaborare con gli altri Stati membri sugli aspetti pratici e logistici.

Tra il 12 giugno e il 7 luglio, otto Stati membri avevano comunicato alla Commissione informazioni relative a richieste di presa in carico. In quel periodo erano stati richiesti all’Italia 12 trasferimenti, tutti respinti.

Il nodo riguarda i cosiddetti «movimenti secondari»: persone entrate nell’Unione europea attraverso un Paese, come l’Italia, e successivamente trasferitesi in un altro Stato membro per presentare domanda di asilo. Secondo le regole europee, il Paese di primo ingresso può essere chiamato a occuparsi della procedura.

Il nuovo fronte con la Spagna

La questione migratoria si intreccia intanto con le tensioni tra Roma e Madrid. La Spagna ha temporaneamente ripristinato i controlli alle frontiere interne nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’Italia, motivando la decisione con la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale.

La vicepresidente del governo spagnolo Sara Aagesen ha auspicato una reazione italiana, sostenendo che l’area Schengen non sarebbe stata compromessa e che la crisi sarebbe rimasta circoscritta a Ceuta.

Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui non bisogna sottovalutare né il rischio terroristico né quello legato all’immigrazione irregolare. I controlli italiani sui collegamenti aerei e marittimi provenienti dalla Spagna resteranno in vigore fino al 15 agosto, dopodiché, se la situazione sarà tornata alla normalità, Roma è pronta a ripristinare le condizioni precedenti.

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