
Una possibile lista guidata da Alessandro Di Battista potrebbe rappresentare un problema soprattutto per il Movimento 5 Stelle. È quanto emerge da un sondaggio illustrato dal sondaggista Mannheimer durante la trasmissione L’Aria che tira su La7, che ha analizzato l’eventuale impatto di un ritorno sulla scena politica dell’ex deputato pentastellato.
Di Battista al 3,5% nei sondaggi
Secondo l’analisi, una formazione guidata da Di Battista raccoglierebbe attualmente circa il 3,5% dei consensi. Una percentuale inferiore a quella attribuita a Roberto Vannacci e al suo partito Futuro Nazionale, che nei sondaggi avrebbe superato il 7%.
Il confronto, però, va letto tenendo conto di una differenza importante: Di Battista non ha ancora annunciato ufficialmente la nascita di una propria lista. Il dato fotografa quindi il possibile consenso attorno alla sua figura in caso di una discesa in campo.
Il M5S sarebbe il principale bacino di voti
L’aspetto più significativo dell’analisi riguarda la provenienza dei consensi. Una quota consistente degli elettori potenzialmente interessati a una lista di Di Battista arriverebbe infatti dal Movimento 5 Stelle.
Nel dettaglio, il 34,3% dell’elettorato potenziale della nuova formazione sarebbe composto da persone che oggi votano M5S. Quasi un terzo degli elettori di Giuseppe Conte, secondo il sondaggio, prenderebbe dunque in considerazione l’ipotesi di sostenere l’ex esponente grillino.
Un dato che potrebbe incidere sugli equilibri all’interno dell’area politica che fa riferimento al Movimento e che, secondo l’interpretazione di Mannheimer, spiegherebbe anche la crescente radicalizzazione dei messaggi di Conte.
Dal Pd a Fratelli d’Italia: consenso trasversale
Il possibile consenso per Di Battista non arriverebbe però soltanto dal M5S. Il Partito Democratico rappresenterebbe la seconda fonte di voti, con il 9%, mentre l’8,1% degli eventuali sostenitori della lista proverrebbe da Fratelli d’Italia.
Seguirebbero la Lega, con il 5,2%, Futuro Nazionale, dal quale arriverebbe il 4,1%, e Alleanza Verdi e Sinistra, che contribuirebbe per il 4%.
Numeri che delineano un elettorato potenziale trasversale e mostrano come l’eventuale ritorno di Di Battista potrebbe incidere soprattutto sulla componente più movimentista dell’elettorato pentastellato, ma non esclusivamente su quella.


