
È alta la tensione a Qusra, villaggio palestinese a sud di Nablus, in Cisgiordania, dove da giorni alcune famiglie palestinesi sono bloccate nelle proprie abitazioni a causa di un assedio attribuito a gruppi di coloni israeliani. Nelle case coinvolte si trovano anche cinque cittadini italiani, rimasti intrappolati mentre erano in visita presso una delle famiglie. La Farnesina sta seguendo la situazione attraverso l’Unità di crisi, il consolato generale italiano a Gerusalemme e l’ambasciata a Tel Aviv.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i cinque italiani si trovavano nell’abitazione di una famiglia palestinese quando il gruppo di coloni ha bloccato gli accessi alla zona. Complessivamente, nelle abitazioni assediate erano rimaste confinate diverse persone. I residenti hanno riferito di essere stati privati anche di acqua ed elettricità, mentre una strada di accesso al villaggio sarebbe stata bloccata.
La situazione è iniziata a deteriorarsi domenica 9 agosto, quando alcuni coloni hanno allestito degli accampamenti nei pressi di tre abitazioni alla periferia di Qusra, impedendo di fatto alle persone presenti di entrare o uscire liberamente. Nei giorni successivi la tensione è aumentata, con segnalazioni di interruzioni delle forniture e di lanci di pietre contro una delle abitazioni.
Tra le persone coinvolte ci sono anche cittadini stranieri. Una delle abitazioni circondate appartiene infatti a un cittadino statunitense, circostanza che ha spinto Washington a seguire direttamente la vicenda. L’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha definito le azioni dei coloni coinvolti un «orribile atto di terrorismo», condannando le intimidazioni contro la famiglia.
Il caso ha assunto così una forte dimensione internazionale, anche per la presenza dei cinque italiani. La Farnesina, attraverso le proprie strutture diplomatiche e consolari, sta monitorando gli sviluppi e la situazione dei connazionali presenti sul posto. Al momento, le informazioni disponibili non indicano che gli italiani siano rimasti feriti.
Nel frattempo, la situazione sul terreno è rimasta estremamente tesa. Mercoledì le forze israeliane si sono scontrate con alcuni coloni mentre tentavano di smantellare avamposti allestiti nella zona. L’esercito israeliano ha successivamente comunicato di avere rimosso due avamposti illegali nei pressi di Qusra e del vicino villaggio di Jalud, mentre un israeliano è stato fermato.
L’intervento delle forze israeliane non ha però immediatamente riportato la situazione alla normalità. Secondo il Wall Street Journal, nella giornata di giovedì i militari hanno imposto un forte controllo sull’area e alcuni residenti hanno riferito di essere stati invitati a lasciare temporaneamente le abitazioni. L’esercito ha contestato parte di queste ricostruzioni, sostenendo che ai residenti fosse stato ordinato di rimanere nelle proprie case.
Qusra è ormai diventata uno dei punti più delicati della Cisgiordania. Gli abitanti denunciano da mesi episodi di intimidazione, incursioni e danneggiamenti attribuiti a coloni provenienti dagli avamposti della zona. Le tensioni si inseriscono in un quadro più ampio di crescente violenza in Cisgiordania, dove gli episodi legati agli insediamenti e agli attacchi contro la popolazione palestinese hanno alimentato un’escalation particolarmente preoccupante.
Ora l’attenzione è concentrata sulla sicurezza dei cinque italiani e sulla possibilità di riportare la situazione sotto controllo. La Farnesina continua a seguire gli sviluppi attraverso la rete diplomatica italiana, mentre sul terreno restano in corso le operazioni delle forze israeliane. L’assedio di Qusra, intanto, è diventato un nuovo simbolo della crescente tensione in Cisgiordania e ha provocato una dura reazione anche da parte degli Stati Uniti.


