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2026 verso l’anno più caldo di sempre, il clima continua a battere record

Pubblicato: 17/08/2026 07:27

L’ondata di caldo che da settimane stringe l’Europa sta finalmente perdendo forza, ma il bilancio climatico è già pesantissimo. Le temperature dovrebbero progressivamente tornare verso i valori medi dopo aver superato in diverse aree del continente la norma stagionale anche di 5-6 gradi. Il 2026, però, è ormai vicino a diventare l’anno più caldo mai registrato.

Da fine giugno una parte consistente dell’Europa ha vissuto giornate stabilmente sopra i 35 gradi e notti tropicali con valori superiori ai 25. Secondo il sistema EuroMomo, soltanto nell’ultima settimana di giugno il caldo sarebbe stato associato a circa 10mila morti nel continente. Una situazione tanto lunga e persistente da rendere quasi improprio parlare di semplice “ondata”.

Il 2026 può superare il record del 2024

Le rilevazioni climatiche europee di Copernicus, che utilizzano come riferimento storico dati risalenti al 1850, collocano il 2026 sulla traiettoria del record assoluto. Secondo le valutazioni richiamate dalla Columbia University, anche se nei prossimi mesi le temperature si limitassero a restare nella media, l’anno potrebbe comunque chiudersi come il più caldo della serie storica.

Il primato, tuttavia, rischia di durare pochissimo. L’arrivo di El Niño, il fenomeno periodico legato al riscaldamento delle acque del Pacifico, potrebbe spingere ulteriormente verso l’alto le temperature globali. La Noaa prevede un episodio particolarmente intenso, con un riscaldamento delle acque che a dicembre potrebbe raggiungere valori eccezionali. In questo scenario il 2027 potrebbe superare a sua volta il 2026.

Il dato più significativo è la continuità della tendenza. Il record attuale appartiene al 2024, mentre gli undici anni più caldi coincidono con gli ultimi undici anni. Una ricerca del Cnr e dell’Università dell’Aquila segnala inoltre un’accelerazione del riscaldamento: dal 2013-2014 l’aumento medio globale sarebbe passato da circa 0,17 a 0,4 gradi per decennio.

Oceani e gas serra alimentano il riscaldamento

A rendere il fenomeno ancora più difficile da invertire è il ruolo degli oceani. Secondo Copernicus, i mari assorbono circa il 90% del calore in eccesso prodotto dal sistema climatico e lo rilasciano molto lentamente. Il riscaldamento non riguarda soltanto la superficie, ma arriva fino a grandi profondità, contribuendo a mantenere elevate le temperature anche durante la notte e nei mesi più freddi.

Alla base del processo restano soprattutto le emissioni di gas serra, ancora in crescita. Il rapporto “State of the Climate 2025”, elaborato da 625 scienziati di 60 Paesi, ha registrato un nuovo massimo delle concentrazioni atmosferiche. Nel 2025 l’anidride carbonica ha raggiunto 435 parti per milione, contro le 278 dell’inizio dell’era industriale: un incremento superiore al 50%.

L’accumulo di CO2 trattiene una quota crescente della radiazione solare nell’atmosfera e riduce la quantità di energia che la Terra riesce a riflettere nello spazio. Anche l’albedo terrestre, misurato dalla Nasa attraverso il programma Ceres, continua così a diminuire. Il risultato è un pianeta che assorbe sempre più energia e continua a riscaldarsi, mentre la successione dei record climatici sembra destinata a proseguire.

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