
Arriva una notizia di speranza dal Policlinico Gemelli di Roma. Il 16enne colpito da un fulmine sul Monte Livata lo scorso 7 agosto si è risvegliato e le sue condizioni sono in netto miglioramento. Il ragazzo, arrivato in ospedale in condizioni gravissime dopo essere stato rianimato sul posto, ha iniziato a parlare con i genitori e a muovere gli arti.
A comunicarlo è l’équipe della Terapia intensiva e Trauma center pediatrico del Policlinico Gemelli, che descrive una significativa evoluzione positiva del quadro clinico. Un risultato che arriva dopo giorni di apprensione per la famiglia e per i compagni del campo scout che erano con lui al momento dell’incidente.
Il risveglio e il possibile scioglimento della prognosi
Il sedicenne si è progressivamente risvegliato e ha cominciato a interagire con mamma e papà. Un passaggio particolarmente importante dopo le condizioni di estrema gravità nelle quali era arrivato al Gemelli.
Se il miglioramento proseguirà anche nelle prossime ore, i medici potranno valutare lo scioglimento della prognosi e il passaggio a una seconda fase del ricovero, dedicata alla neuroriabilitazione.
Il personale sanitario ha espresso «grande soddisfazione per i risultati fin qui raggiunti», sottolineando il ruolo determinante dell’intera catena della sopravvivenza, cominciata già sul Monte Livata grazie all’intervento degli scout e dei primi soccorritori e proseguita successivamente con le cure intensive in ospedale.
Il fulmine durante il temporale sul Monte Livata
L’incidente risale al 7 agosto, quando il ragazzo si trovava con un gruppo scout sul Monte Livata, nel territorio di Subiaco, in provincia di Roma. La zona era stata investita improvvisamente da un violento temporale e una scarica elettrica aveva raggiunto il sedicenne, provocandogli un arresto cardiaco.
Decisiva era stata la reazione immediata dei compagni. In attesa dell’arrivo dei sanitari, gli scout avevano cominciato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, riuscendo a rianimare il ragazzo e mantenendo in moto quella catena dei soccorsi che oggi gli stessi medici indicano tra gli elementi fondamentali dell’evoluzione favorevole.
Trasportato d’urgenza al Gemelli, il sedicenne era stato affidato alle cure intensive in condizioni estremamente critiche. Ora, a 11 giorni dall’incidente, il risveglio, il dialogo con i genitori e la capacità di muovere gli arti rappresentano i segnali più incoraggianti dall’inizio del ricovero.


