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“Chi vogliono gli italiani come premier”. Sondaggio, numeri clamorosi: colpo di scena

Pubblicato: 18/08/2026 15:05

Il sondaggio Ipsos-Doxa mette a confronto due possibili scenari di ballottaggio alle prossime elezioni e restituisce una fotografia tutt’altro che scontata degli equilibri politici. A cambiare il risultato, infatti, non è soltanto la forza delle coalizioni, ma soprattutto la capacità dei candidati di mobilitare i rispettivi elettorati.

Nel primo scenario, quello che vede Giorgia Meloni contrapposta a Elly Schlein, la coalizione di centrodestra – con Vannacci fuori dalla coalizione – riuscirebbe a imporsi con il 51,2% dei voti validi. Il campo progressista guidato dalla segretaria del Partito democratico si fermerebbe invece al 48,8%.

Il vantaggio del centrodestra sarebbe dunque di 2,4 punti percentuali. Un margine non particolarmente ampio, ma sufficiente, secondo la simulazione del sondaggio, per consegnare la vittoria a Meloni. Il dato suggerisce tuttavia una competizione estremamente aperta, nella quale pochi punti potrebbero risultare decisivi.

Lo scenario cambia sensibilmente quando l’avversario di Meloni diventa Giuseppe Conte. In questo caso il campo progressista raggiungerebbe il 51%, mentre il centrodestra si fermerebbe al 49%. Il risultato si rovescia quindi a favore dell’area progressista, con un vantaggio di 2 punti.

A spiegare questa differenza sono soprattutto i flussi elettorali e, in particolare, il comportamento degli elettori del Movimento 5 Stelle. Con Schlein candidata, l’84% degli elettori pentastellati finirebbe per sostenerla, mentre il restante 16% risulterebbe indeciso o orientato verso il non voto.

Quando invece in campo c’è Conte, la situazione cambia radicalmente. Il sostegno degli elettori M5S al proprio leader arriverebbe infatti al 96%. Un dato che evidenzia una maggiore compattezza dell’elettorato pentastellato e, soprattutto, una capacità di mobilitazione nettamente superiore quando la sfida coinvolge direttamente il leader del Movimento.

Anche nel centrodestra emergono però movimenti interessanti. Gli elettori di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, nell’ipotesi Meloni-Schlein sosterrebbero la presidente del Consiglio nell’89% dei casi. Una quota elevata, che conferma l’esistenza di un consistente bacino elettorale potenzialmente favorevole alla premier anche al di fuori della coalizione.

Nel confronto con Conte, però, il sostegno a Meloni tra gli elettori di Futuro Nazionale scenderebbe al 77%. Crescerebbe contemporaneamente la quota di indecisi e non votanti, dall’11% al 20%, mentre un ulteriore 3% sceglierebbe Conte. Anche in questo caso, dunque, il nome dello sfidante sembra incidere sulla capacità di mobilitare o trattenere gli elettori.

La fotografia restituita dal sondaggio è quella di una partita ancora fortemente condizionata dai candidati. Meloni manterrebbe il vantaggio contro Schlein, mentre Conte sarebbe in grado di ribaltare il risultato facendo leva soprattutto sulla compattezza dell’elettorato M5S. Numeri che, più che indicare una sfida già decisa, raccontano quanto flussi, astensione e capacità di mobilitazione possano diventare determinanti in un eventuale ballottaggio.

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