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West Nile, impennata dei contagi in Italia: aumentano anche i decessi, situazione grave

Pubblicato: 19/08/2026 15:28
Reparto di ospedale a Napoli con luci soffuse e atmosfera tesa

Il West Nile virus continua a circolare in maniera sostenuta in Italia. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 12 agosto, dall’inizio della stagione sono stati confermati 226 casi di infezione nell’uomo e 7 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato.

Il dato che fotografa meglio l’accelerazione arriva dal confronto con appena una settimana prima. Nel bollettino del 6 agosto i casi erano infatti 141: in sette giorni sono diventati 226, con un aumento di circa il 60%.

La circolazione del virus risulta ormai estesa a buona parte del Paese: sono 55 le province, distribuite in 16 regioni, nelle quali è stata dimostrata la presenza del West Nile. Nello stesso periodo del 2025 erano 52 province appartenenti a 15 regioni.

Le regioni con più casi

La Lombardia è al momento la regione con il maggior numero di infezioni confermate, con 63 casi. Seguono il Lazio con 35 e Piemonte e Veneto, entrambi con 33. In Emilia-Romagna sono stati registrati 27 casi, in Campania 15 e in Sardegna 10, tutti nella provincia di Oristano.

La distribuzione riportata nel bollettino ISS vede poi la Toscana con 5 casi e Friuli-Venezia Giulia, Molise e Calabria con un caso ciascuno. A questi si aggiungono due infezioni importate, rispettivamente dalle Maldive e dal Burkina Faso.

Tra le singole province, in Lombardia emergono Milano, con 17 casi, e Cremona, con 14. Nel Lazio, Roma e Latina contano 16 casi ciascuna, mentre in Piemonte il dato ISS indica 13 infezioni nella provincia di Novara.

Oristano sale a 18 casi, primo contagio in Abruzzo

La fotografia nazionale dell’ISS, tuttavia, viene aggiornata con cadenza settimanale e non comprende necessariamente gli ultimi casi comunicati a livello locale.

È quanto sta accadendo soprattutto a Oristano, dove il bollettino nazionale riporta 10 infezioni, mentre l’aggiornamento della Asl 5 del 19 agosto porta il totale locale a 18 casi. Le ultime conferme riguardano un uomo ultrasettantenne e uno ultracinquantenne, entrambi ricoverati all’ospedale San Martino. La provincia sarda sta registrando una delle crescite più rapide delle ultime settimane.

Il virus è arrivato ufficialmente anche in Abruzzo, dove martedì 18 agosto è stato confermato il primo caso umano del 2026. Si tratta di un uomo di 85 anni ricoverato a Teramo dopo essersi presentato al pronto soccorso con febbre e dolori osteoarticolari. Le sue condizioni vengono indicate come buone.

Primo morto in Veneto

In Veneto, invece, domenica 16 agosto è stato segnalato il primo decesso regionale del 2026 associato al West Nile. La vittima è un uomo di 84 anni della provincia di Padova, che presentava patologie pregresse. Non è ancora chiaro se questo caso rientri già nei sette decessi conteggiati dall’ISS oppure se sarà inserito nel prossimo aggiornamento.

Il confronto con il 2025 restituisce comunque un quadro particolare. Nello stesso periodo dello scorso anno erano stati segnalati 275 casi e 25 decessi: le infezioni accertate erano dunque più numerose delle 226 registrate quest’anno, mentre il numero delle vittime risultava sensibilmente superiore.

La stagione 2026 mostra però una circolazione geografica più estesa, con il virus individuato finora in 55 province di 16 regioni. Un dato che mantiene alta l’attenzione in vista dei prossimi aggiornamenti dell’ISS.

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