
Il caldo estremo colpisce soprattutto i grandi anziani. I dati elaborati dal dipartimento di epidemiologia e prevenzione per il ministero della Salute mostrano infatti un aumento della mortalità dell’8% tra gli over 85, mentre nel complesso degli ultrasessantacinquenni il numero dei decessi resta sostanzialmente in linea con la media degli ultimi cinque anni.
L’incremento tra i più anziani raggiunge il 9% nelle città del Nord e il 7% in quelle del Sud. L’analisi riguarda 54 città italiane con più di 100 mila abitanti. Nel complesso, i decessi tra gli over 65 sono stati circa 10 mila: un dato vicino a quello atteso, nonostante le temperature eccezionalmente elevate registrate durante l’estate.
Più vulnerabili gli anziani sopra gli 85 anni
La stabilità della mortalità complessiva tra gli over 65 nasconde quindi due dinamiche differenti: mentre aumentano i decessi tra chi ha superato gli 85 anni, nella fascia compresa tra 65 e 84 anni si registra invece una diminuzione. Solo alcune città mostrano incrementi statisticamente significativi.
Secondo il dipartimento, tra le città meridionali spicca Palermo, mentre Cagliari si colloca al limite della significatività statistica. Durante la terza ondata di calore sono stati inoltre osservati eccessi di mortalità tra gli over 65 a Reggio Calabria, Messina, Palermo e Cagliari, con valori vicini alla soglia statistica anche a Campobasso, Pescara e Latina.
Il rischio di disidratazione e problemi cardiaci
Secondo Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Università di Milano, l’attenzione deve concentrarsi soprattutto sui grandi anziani. Con l’età diminuisce infatti lo stimolo della sete e questo può portare a bere meno, provocando squilibri elettrolitici capaci di aggravare problemi renali e cardiaci già presenti.
L’impatto complessivo delle ondate di calore appare però più contenuto rispetto al passato. Dopo l’estate del 2003, quando il caldo provocò decine di migliaia di morti in Europa, sono cresciute le misure di prevenzione. Al Sud, inoltre, abitudini e organizzazione della vita quotidiana sono tradizionalmente più adattate alle alte temperature, mentre al Nord è aumentata notevolmente la diffusione dell’aria condizionata.
La Vecchia sottolinea anche il progressivo miglioramento della mortalità nella fascia tra 65 e 84 anni. Nel 2025 era stato registrato un minimo storico, favorito da fattori come la diminuzione del fumo e una migliore cura dell’ipertensione. Una tendenza che potrebbe aver contribuito a contenere anche quest’anno gli effetti delle temperature record.


