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Meeting di Rimini, tutto pronto per la 47ª edizione: 3mila volontari e l’attesa per Papa Leone XIV

Pubblicato: 20/08/2026 17:10

Rimini è pronta ad accogliere la 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma da venerdì 21 a mercoledì 26 agosto nei padiglioni della Fiera. Sei giorni di incontri, mostre, dibattiti, spettacoli, musica e sport che quest’anno avranno come momento centrale la visita di Papa Leone XIV, atteso sabato 22 agosto. Sarà il secondo Pontefice a partecipare personalmente alla manifestazione dopo Giovanni Paolo II, arrivato a Rimini il 29 agosto 1982.

Il titolo scelto per l’edizione 2026 è “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, l’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri. Non una semplice citazione letteraria, spiegano gli organizzatori, ma la chiave attraverso la quale affrontare un presente segnato da guerre, frammentazione sociale, solitudine e profonde trasformazioni tecnologiche. Nei 140mila metri quadrati occupati dal Meeting si discuterà di pace, dignità della persona, educazione, lavoro, economia, intelligenza artificiale, dialogo tra culture e religioni.

Tremila volontari, il motore del Meeting

Come accade fin dalle prime edizioni, dietro la macchina organizzativa ci sono soprattutto i volontari. Saranno circa 3mila, in larghissima parte giovani, a occuparsi dell’accoglienza, della sicurezza, degli allestimenti, delle mostre e dei numerosi servizi necessari per far funzionare una manifestazione di queste dimensioni. Circa 500 sono già impegnati nel cosiddetto “pre-Meeting”, la settimana di lavoro che precede l’apertura ufficiale.

Tra loro c’è Andrea, 25 anni, arrivato per la prima volta a Rimini da visitatore quando ne aveva 18. Dopo la pandemia decise di tornare come volontario, cominciando dal servizio nei parcheggi sotto il sole di agosto. Negli anni è passato al servizio d’ordine dell’Auditorium e questa volta è tra i curatori della mostra dedicata ai gesuiti. Una storia personale che racconta bene il ricambio generazionale avvenuto all’interno della manifestazione.

Gran parte dei volontari di oggi, infatti, non era ancora nata quando Giovanni Paolo II visitò il Meeting nel 1982. Eppure il modello è rimasto sostanzialmente lo stesso: persone che decidono di dedicare gratuitamente alcuni giorni delle proprie vacanze alla costruzione della manifestazione.

Da 47 anni un luogo di confronto

La prima edizione del Meeting si svolse nel 1980. Da allora la manifestazione legata all’esperienza di Comunione e Liberazione ha attraversato quasi mezzo secolo di storia italiana e internazionale, passando dalla Guerra fredda alla caduta del Muro di Berlino, dalla globalizzazione alle guerre contemporanee e alla rivoluzione digitale.

Il filo conduttore è rimasto quello dell’incontro tra esperienze differenti. Nel corso degli anni a Rimini sono passati leader politici, capi di Stato, premi Nobel, scienziati, imprenditori, religiosi, artisti e protagonisti della società civile, spesso appartenenti a culture e visioni molto distanti tra loro.

Il titolo scelto quest’anno prova a riportare questa impostazione dentro le inquietudini del presente. “L’amor che move il sole e l’altre stelle” viene proposto come una riflessione sulla possibilità di ricostruire relazioni in un mondo attraversato da conflitti e polarizzazioni, mettendo al centro la dignità della persona e la ricerca di ciò che può tenere insieme comunità sempre più frammentate.

L’apertura con due donne unite dopo il terrorismo

Il significato del tema emergerà già nel primo grande appuntamento, previsto venerdì 21 agosto alle 12. Sul palco saranno protagoniste due donne segnate dallo stesso attentato terroristico ma collocate, inizialmente, su fronti apparentemente inconciliabili.

Roseline Hamel è la sorella di padre Jacques Hamel, il sacerdote assassinato nel 2016 durante l’attacco jihadista nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Francia. Con lei ci sarà Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori. Dal dolore delle due famiglie è nato negli anni un percorso di incontro e dialogo, scelto dagli organizzatori come una delle immagini più forti per aprire questa edizione.

Sabato arriva Leone XIV

Il momento più atteso sarà però quello di sabato 22 agosto, quando Papa Leone XIV raggiungerà Rimini dopo la visita del mattino nella Repubblica di San Marino. Il programma ufficiale diffuso dalla Santa Sede prevede l’arrivo del Pontefice al Meeting nel pomeriggio.

Alla Fiera è stato predisposto un Auditorium da circa 10mila posti e le disponibilità per assistere all’incontro sono andate rapidamente esaurite. Il Papa incontrerà partecipanti, organizzatori e volontari e alle 16 è previsto il suo intervento, che sarà trasmesso contemporaneamente anche nelle altre sale e negli spazi della Fiera.

La visita assume un valore particolare anche dal punto di vista storico. Sono trascorsi 44 anni dalla partecipazione di Giovanni Paolo II, che il 29 agosto 1982 incontrò il Meeting e successivamente celebrò la Messa al porto di Rimini.

Dal Meeting al centro di Rimini, poi la Messa sul mare

La giornata di Leone XIV proseguirà fuori dalla Fiera. Alle 17.30 il Papa sarà nella Cattedrale di Rimini per incontrare ammalati, persone con disabilità e poveri. Successivamente raggiungerà l’area del porto attraversando il Parco del Mare.

Alle 18.30 è prevista la grande celebrazione eucaristica nell’area di piazzale Boscovich, davanti al mare. Sono attese circa 25mila persone. Per l’occasione è stata organizzata anche una formazione musicale eccezionale, composta da circa 650 coristi e oltre cento musicisti provenienti dalla diocesi e da diverse realtà musicali del territorio.

La città ha predisposto un piano straordinario per viabilità, parcheggi, trasporto pubblico, assistenza e sicurezza. La visita del Pontefice coinvolgerà quindi non soltanto il Meeting, ma l’intera Rimini.

Tredici ministri e i vertici delle istituzioni europee

La politica continuerà ad avere uno spazio importante, anche se gli organizzatori puntano a evitare che occupi l’intera scena. Sono annunciati tredici ministri, a partire dai due vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini. Parteciperanno inoltre Andrea Abodi, Maria Elvira Calderone, Giancarlo Giorgetti, Alessandro Giuli, Alessandra Locatelli, Francesco Lollobrigida, Matteo Piantedosi, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara e Paolo Zangrillo.

Tra le personalità istituzionali sono attesi anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e il vicepresidente della Corte costituzionale Luca Antonini, oltre a viceministri, sottosegretari ed esponenti dei principali partiti.

L’edizione 2026 offrirà inoltre l’occasione per riflettere sugli 80 anni della Repubblica italiana e sul ruolo della politica come bene collettivo, con confronti tra rappresentanti delle diverse forze parlamentari.

Cinque cardinali e il racconto della Terra Santa

Molto significativa sarà naturalmente anche la presenza ecclesiale. Sono annunciati cinque cardinali: Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna; Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme; José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali; e Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri.

Tra gli ospiti ci sarà inoltre il priore generale degli agostiniani Joseph Farrell. Particolare attenzione sarà dedicata alla Terra Santa e alle conseguenze umane della guerra. Lunedì è previsto un incontro con padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza, coordinato dalla corrispondente di Tv2000 Alessandra Buzzetti.

Da Dante all’intelligenza artificiale, le domande del Meeting 2026

Accanto alla politica e alle questioni internazionali, il programma affronterà alcuni dei grandi cambiamenti che stanno modificando la società contemporanea. L’intelligenza artificiale sarà uno dei temi centrali, insieme al lavoro, all’educazione e alle trasformazioni economiche, nel tentativo di interrogarsi non soltanto sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie ma anche sulle conseguenze per la persona e le relazioni sociali.

È proprio qui che il verso di Dante scelto come titolo assume il significato più ampio. In un’epoca dominata dalla tecnologia, dalle guerre e dalla competizione geopolitica, il Meeting vuole riportare la discussione sulla domanda che accompagna la manifestazione fin dalle sue origini: che cosa permette agli uomini di incontrarsi e costruire insieme nonostante le differenze?

Quarantasette edizioni dopo il primo Meeting, la risposta verrà cercata ancora una volta attraverso centinaia di incontri e migliaia di persone arrivate a Rimini da esperienze molto diverse. E quest’anno, più di ogni altro appuntamento, sarà la presenza di Leone XIV a rappresentare simbolicamente il punto culminante di questa storia iniziata nel 1980.

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