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“Sono bucati”. Maxi ritiro di preservativi: difettosi più di 300mila

Pubblicato: 22/08/2026 13:56

Un’improvvisa e imponente operazione di richiamo commerciale e di tutela della salute pubblica sta scuotendo il mercato dei dispositivi di prevenzione, accendendo un riflettore sui controlli di qualità e sulla sicurezza dei consumatori. L’intervento d’urgenza disposto dalle autorità sanitarie di vertice punta a neutralizzare potenziali rischi per la popolazione, scaturiti da gravi irregolarità produttive e da preoccupanti falle nei protocolli di certificazione. Tra verifiche di laboratorio e provvedimenti cautelari, l’allerta riguarda centinaia di migliaia di articoli già distribuiti sui canali di vendita, spingendo gli esperti a raccomandare massima cautela per evitare sgradevoli e pericolose conseguenze.

Oltre 250mila preservativi sono stati ritirati in Francia perché bucati o a “forte rischio rottura”. Lo hanno disposto con una misura urgente la Direzione generale della concorrenza e del consumo e la Direzione della sanità. Altri 40mila profilattici sarebbero invece stati tolti dal mercato perché privi del marchio CE o di una qualunque valutazione di conformità europea.

Microperforazioni nei lotti e allarme per le infezioni

Nel secondo Paese con la natalità più alta nell’intera Ue — con un tasso di quasi 1,6 figli per donna rispetto all’1,14 che si registra in Italia — a scuotere le farmacie e gli scaffali dei supermercati sono state scoperte “microperforazioni” a diversi lotti di preservativi. Secondo alcuni controlli effettuati nei laboratori governativi, oltre 260mila profilattici — già commercializzati in farmacie e negozi — avrebbero avuto dei piccoli buchi sulla guaina protettiva. In alcuni casi sarebbe stato ravvisato anche un alto “rischio di rottura completa” della protezione in lattice durante l’amplesso.

Il ritiro dalla vendita è stato un destino condiviso anche con 40mila profilattici venduti online. In questo caso non per problemi strutturali, quanto per l’assenza del marchio CE, obbligatorio per la commercializzazione nell’Unione europea perché sintomo della conformità del prodotto con gli standard comunitari. I prodotti erano venduti in store online da “rivenditori asiatici”, ma anche in farmacie e in altri esercizi commerciali. Secondo le autorità, questi profilattici “possono presentare rischi gravi per la salute e la sicurezza degli utilizzatori: infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate”. Il consiglio a chiunque si accorgesse di aver usato un preservativo di questo tipo è di effettuare immediatamente un test per le infezioni sessualmente trasmissibili.

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