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Crolla una montagna di rifiuti dopo il passaggio di un treno: almeno 30 morti, case sepolte

Pubblicato: 24/08/2026 07:56

Una montagna di immondizia che cede e travolge le abitazioni costruite ai suoi piedi. È di almeno 30 morti e diversi feriti il bilancio della tragedia avvenuta domenica 23 agosto nella discarica di Dar Es Salam, alla periferia di Conakry, in Guinea. Almeno sei persone sarebbero rimaste gravemente ferite, mentre i soccorritori continuano a scavare alla ricerca di eventuali superstiti.

Secondo le informazioni disponibili, a provocare il cedimento del gigantesco cumulo di rifiuti avrebbe contribuito il passaggio di un treno pesante, in un’area già resa estremamente instabile dalle piogge torrenziali cadute nelle ore precedenti. Saranno gli accertamenti a stabilire l’esatta concatenazione degli eventi che ha portato al disastro.

Tende, baracche e abitazioni travolte

La massa di rifiuti ha investito tende, baracche e diverse abitazioni situate nelle vicinanze della discarica. Le squadre di emergenza sono state mobilitate per cercare persone ancora intrappolate e prestare soccorso ai feriti.

«Sono stati mobilitati ingenti mezzi e risorse umane per cercare eventuali persone ancora sepolte, soccorrere le vittime e recuperare i corpi», ha fatto sapere il governo.

Le autorità hanno inoltre annunciato misure per garantire assistenza medica ai feriti e sostegno alle famiglie coinvolte.

Lo sgombero era stato ordinato prima della tragedia

La discarica di Dar Es Salam, la più grande a cielo aperto della capitale guineana, era da tempo al centro delle preoccupazioni per la sua sicurezza. La sua chiusura era stata recentemente annunciata e sarebbe dovuta avvenire proprio domenica, lo stesso giorno della frana.

Nei giorni precedenti il governo aveva inoltre ordinato l’evacuazione dei residenti che vivevano nelle immediate vicinanze, proprio a causa del rischio di un possibile crollo. Molte persone avevano lasciato la zona, ma altre si trovavano ancora nelle proprie abitazioni quando la montagna di rifiuti è franata.

«Faremo in modo che le famiglie rimaste siano ricollocate altrove», ha assicurato la ministra dell’Amministrazione territoriale e del Decentramento Dienabou Touré, arrivata sul luogo della tragedia.

La rabbia dei residenti: «Avevamo avvertito»

Dopo il disastro emergono anche le proteste degli abitanti, che sostengono di avere denunciato da tempo i pericoli della discarica.

«Abbiamo organizzato dei sit-in, abbiamo invitato i responsabili dei dipartimenti competenti, ma non hanno preso la cosa sul serio», ha raccontato all’Afp l’attivista Abou Hamza. L’uomo ha accusato lo Stato di non essere intervenuto tempestivamente, ricordando che la chiusura dell’impianto sarebbe stata promessa già un anno fa.

Un Paese ricco di risorse ma segnato dalla povertà

La tragedia riporta l’attenzione anche sulle profonde contraddizioni economiche della Guinea. Il Paese possiede enormi risorse minerarie ed è ricco di bauxite, oltre a disporre di giacimenti di ferro, oro e diamanti.

Una ricchezza del sottosuolo che contrasta con le condizioni economiche di una parte significativa della popolazione. Secondo i dati della Banca Mondiale riportati, il 43,7% degli abitanti vive al di sotto della soglia nazionale di povertà e circa 3,7 milioni di persone vivono con meno di 4,20 dollari al giorno.

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