
È stata rinviata a un’altra data l’autopsia sulla bambina di 4 anni morta a Palermo per difterite, inizialmente prevista per oggi. La piccola, Anna Rosa, era stata ricoverata dopo essersi rivolta a tre strutture sanitarie della città: il Cervello, il Civico e l’Ospedale dei Bambini.
La vicenda potrebbe ora allargare il quadro delle persone coinvolte nell’inchiesta. Dopo la denuncia-querela presentata dai genitori della bambina nei confronti dei tre ospedali, infatti, potrebbero essere valutate anche eventuali responsabilità dei medici che hanno avuto in cura la piccola.
I genitori sono indagati per omicidio colposo
I genitori di Anna Rosa, Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio, risultano a loro volta indagati per omicidio colposo. La bambina non era vaccinata contro la difterite.
La denuncia presentata dai genitori potrebbe quindi modificare il quadro dell’indagine, con l’eventuale coinvolgimento anche dei sanitari indicati nell’esposto. L’autopsia, una volta effettuata, potrà fornire ulteriori elementi utili a ricostruire le cause e le circostanze della morte.
Il dibattito sui vaccini alla vigilia della riapertura delle scuole
La morte della bambina ha riacceso anche il dibattito sulle vaccinazioni, soprattutto in vista della riapertura delle scuole.
Secondo Tito Barbagiovanni, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), tra i bambini non vaccinati non ci sarebbero soltanto persone apertamente contrarie alle vaccinazioni. Esisterebbe anche una fascia di genitori «esitanti» o semplicemente poco attenti agli obblighi vaccinali, che potrebbe modificare il proprio atteggiamento di fronte a un rischio concreto.
Barbagiovanni ha spiegato all’Adnkronos Salute che la vicenda di Palermo avrebbe già spinto alcuni genitori a correre ai ripari, decidendo di vaccinare i propri figli.
«Il sacrificio di Anna Rosa non deve essere vano»
Il pediatra ha sottolineato l’importanza di utilizzare quanto accaduto per migliorare le coperture vaccinali in Sicilia, rivolgendosi soprattutto alle famiglie che hanno dubbi o che hanno rimandato le vaccinazioni.
«La vicenda di Palermo è stata terribile ma credo sia doveroso cogliere questa paura e indirizzarla nella direzione giusta per risolvere in Sicilia, una volta per tutte, questo ritardo sulle coperture che effettivamente esiste nella nostra Isola», ha dichiarato Barbagiovanni.
E ha concluso: «Il sacrificio di Anna Rosa non deve essere vano, deve servire per salvare tutti gli altri, non solo dalla difterite, ma anche dal morbillo e dalle altre malattie che i vaccini prevengono».


