
Il rombo sommesso del motore fendeva l’aria tersa della mattina, spezzando il silenzio quasi sacrale che avvolge le vette più isolate. Un volo librato nel blu, nato con il semplice e puro desiderio di ammirare dall’alto scenari mozzafiato e respirare la sensazione di libertà della quota, si è trasformato in una trappola fatale nel giro di pochissimi istanti. Improvvisamente, la traiettoria ideale si è spezzata contro una barriera invisibile ad occhi distratti: uno scontro devastante, un’esplosione improvvisa che ha trasformato il velivolo in una sfera di fuoco prima di precipitarsi verso il vuoto, soffocando ogni speranza di salvezza in una densa colonna di fumo scuro.
Il tragico evento si è consumato nella mattinata di mercoledì 26 agosto, intorno alle ore 11, nella suggestiva cornice dell’alta Valle Antrona, nel territorio provinciale del Verbano-Cusio-Ossola. A perdere la vita sono stati Alessandro Angelo Muscinelli, 62 anni, e la sua passeggera Antonella Pagliarani, 63 anni. Muscinelli, stimato ingegnere e residente nel comune di Premeno, si trovava ai comandi dell’aeromobile biposto modello autogiro, una struttura ultraleggera dotata di un grande rotore superiore prodotta dalla nota azienda varesina Magni Gyro. Accanto a lui viaggiava la donna, residente a Milano, legata sentimentalmente al fratello del pilota. La dinamica dell’incidente, secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità giunte sul posto, ha visto il velivolo attraversare la vallata a circa 1.400 metri di altitudine, nelle immediate vicinanze del bacino della diga di Campliccioli, situata all’interno del territorio comunale di Antrona Schieranco.
Mentre l’autogiro procedeva lungo la sua rotta sorvolando il bacino artificiale, è andato a impattare violentemente contro i cavi di sospensione della funivia di servizio dell’Enel diretta verso la località di Camposecco. Diversi testimoni presenti nella zona hanno assistito alla terribile sequenza dei fatti, con alcuni di essi che stavano riprendendo la vallata e hanno registrato gli attimi del passaggio dell’aeromobile. L’impatto con l’infrastruttura aerea è stato immediato e devastante: il contatto ha provocato un’accensione istantanea del mezzo, che si è tramutato in una palla di fuoco prima di precipitarsi rovinosamente a poca distanza dall’acqua. Il sindaco di Antrona Schieranco, Franco Borsotti, ha confermato che l’incendio si è sviluppato nell’esatto momento dell’impatto con i cavi della funivia.
La macchina dei soccorsi si è attivata con estrema urgenza mediante l’invio sul posto dei sanitari del 118, delle squadre dei Vigili del Fuoco del Verbano-Cusio-Ossola e dell’elicottero Drago decollato tempestivamente dal reparto volo di Malpensa. A supporto delle operazioni di recupero sono intervenuti tempestivamente anche gli uomini del Soccorso Alpino e i militari della Guardia di Finanza. Purtroppo, per i due occupanti non c’è stato nulla da fare: la violenza dello scontro e le fiamme non hanno lasciato alcuna via di scampo. A rendere ancora più dolorosa la vicenda è stata la presenza nell’area del fratello del pilota, compagno della donna deceduta, il quale si trovava nella zona al momento del sorvolo e avrebbe assistito in diretta alla catastrofica sequenza dell’incidente.
Oltre al dramma per la scomparsa delle due vittime, la vicenda ha posto l’attenzione sulle condizioni di volo nelle zone montane protette. Il primo cittadino ha tenuto a ricordare come la zona del bacino di Campliccioli rientri pienamente nell’area del Parco naturale dell’Alta Valle Antrona, dove l’attività di sorvolo aereo è sottoposta a rigide limitazioni e regolamentazioni di sicurezza. Spetterà adesso agli organi inquirenti e agli esperti dell’aviazione civile eseguire tutti i rilievi tecnici necessari per accertare le esatte cause che hanno condotto l’autogiro a volare a quella quota e lungo quella rotta, stabilendo se all’origine del sinistro vi sia stato un improvviso guasto meccanico, una perdita di quota involontaria o una svista nell’individuazione dei cavi aerei.


