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Sondaggi, Vannacci vola all’8% e supera Forza Italia: ma il centrodestra senza di lui scende sotto il 40%

Pubblicato: 27/08/2026 14:37

Roberto Vannacci continua a crescere e per la prima volta Futuro Nazionale supera Forza Italia, diventando il quarto partito nelle intenzioni di voto. È il dato politicamente più rilevante dell’ultimo sondaggio Bidimedia, pubblicato il 26 agosto: la formazione dell’ex generale raggiunge l’8%, guadagnando 0,9 punti rispetto alla rilevazione del 6 agosto, mentre gli azzurri di Antonio Tajani si fermano al 7,3%. Ma il dato più significativo emerge guardando agli equilibri complessivi del centrodestra: senza Vannacci, la coalizione che sostiene Giorgia Meloni scenderebbe al 39,2%; includendo Futuro Nazionale arriverebbe invece al 47,2%, davanti al campo largo accreditato del 44,7%.

La rilevazione conferma quindi una tendenza già emersa nelle settimane precedenti, ma introduce una novità: il testa a testa tra Futuro Nazionale e Forza Italia si conclude, almeno per il momento, con il sorpasso del partito di Vannacci. Una crescita che sembra avvenire soprattutto all’interno dell’area di destra, mentre Fratelli d’Italia arretra e la Lega scende sotto il 5%. Se la tendenza dovesse consolidarsi, il problema per la maggioranza non sarebbe soltanto quanti voti raccoglie Vannacci, ma quale centrodestra potrebbe uscire dalle prossime elezioni.

Fratelli d’Italia resta primo ma scende al 25,4%

In testa alle intenzioni di voto rimane nettamente Fratelli d’Italia, che secondo Bidimedia raccoglierebbe oggi il 25,4%. Il partito della presidente del Consiglio conserva un vantaggio significativo sugli avversari, ma perde 0,8 punti in tre settimane rispetto al 26,2% registrato il 6 agosto.

Arretra anche il Partito Democratico, seppure in misura più contenuta. La formazione guidata da Elly Schlein passa dal 21,4 al 21%, con una flessione di quattro decimali. Tra FdI e Pd rimangono quindi 4,4 punti di distanza.

A guadagnare terreno è invece il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che sale di 0,6 punti e raggiunge il 12,6%, consolidando la terza posizione. Il Movimento resta distante dai due principali partiti, ma si conferma determinante nella costruzione di un’eventuale coalizione alternativa al centrodestra.

Vannacci all’8%, il sorpasso su Forza Italia

La vera sorpresa si trova subito sotto. Futuro Nazionale raggiunge l’8%, con un balzo di 0,9 punti rispetto alla precedente rilevazione. Per la prima volta il partito fondato da Roberto Vannacci diventa così la quarta forza politica italiana nelle intenzioni di voto.

Il sorpasso avviene ai danni di Forza Italia, che pure non perde consensi: il partito di Tajani cresce leggermente, dal 7,2 al 7,3%, ma non abbastanza per contenere l’avanzata di Vannacci.

È un particolare importante. Futuro Nazionale non supera Forza Italia perché quest’ultima crolla, ma perché cresce a una velocità nettamente superiore. A pochi mesi dall’ingresso della nuova formazione nello scenario politico, Vannacci sembra dunque essere riuscito a costruire uno spazio elettorale autonomo e ormai di dimensioni significative.

La Lega precipita al 4,8%

Il dato più difficile per la maggioranza riguarda però la Lega. Il partito guidato da Matteo Salvini perde altri 0,4 punti e scende al 4,8%, ormai nettamente distanziato non soltanto da Futuro Nazionale ma anche da Forza Italia.

Il confronto con Vannacci assume inevitabilmente un significato particolare. L’ex generale era stato portato nella Lega proprio da Salvini, eletto al Parlamento europeo e successivamente nominato vicesegretario del partito prima della rottura e della nascita della sua formazione politica. Adesso, secondo Bidimedia, Futuro Nazionale varrebbe oltre tre punti più della Lega.

I numeri non consentono da soli di stabilire con precisione da quali partiti provengano tutti i nuovi consensi di Vannacci, ma la contemporanea crescita di Futuro Nazionale e l’arretramento di FdI e Lega rendono evidente quanto la sua presenza stia modificando gli equilibri nell’elettorato di destra.

Avs al 6,5%, in difficoltà il centro

Nel centrosinistra Alleanza Verdi e Sinistra registra una lieve flessione e passa al 6,5%, perdendo un decimo rispetto al 6 agosto. Il quadro principale dell’opposizione vede quindi il Pd in calo, Avs sostanzialmente stabile e il Movimento 5 Stelle in crescita.

Continuano invece le difficoltà delle formazioni centriste nate dall’esperienza del Terzo Polo. Azione di Carlo Calenda perde 0,2 punti e si ferma al 2,8%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi scende anch’essa di due decimali, arrivando al 2%.

Più indietro Sud Chiama Nord di Cateno De Luca sale all’1,3%, mentre Noi Moderati raggiunge l’1%. All’1% si collocano anche Più Europa, in lieve calo, Progetto Civico Italia e il Partito Liberaldemocratico. Potere al Popolo viene rilevato allo 0,9%, Udc e Ora! allo 0,7%.

Rimane inoltre molto elevata la quota degli indecisi, pari al 23%. Un dato che invita alla prudenza nell’interpretazione delle intenzioni di voto, soprattutto considerando la distanza che ancora separa il Paese dalle elezioni politiche.

Centrodestra sotto il 40% senza Vannacci

È il calcolo sulle coalizioni a rendere particolarmente delicato il sondaggio per Giorgia Meloni. Sommando le attuali forze del centrodestra senza Futuro Nazionale, Bidimedia arriva al 39,2%, quasi un punto in meno rispetto alla precedente rilevazione.

Se invece Vannacci entrasse nella coalizione, il totale salirebbe al 47,2%. Il campo largo viene stimato al 44,7%, in calo di 0,2 punti. Sulla carta, dunque, l’ingresso di Futuro Nazionale permetterebbe al centrodestra di tornare nettamente davanti alla coalizione avversaria.

Ma una semplice somma aritmetica non permette di sapere se un’alleanza comprendente Vannacci conserverebbe integralmente tutti i voti oggi attribuiti ai singoli partiti. La questione riguarda soprattutto l’elettorato più moderato di Forza Italia e delle componenti centriste, che potrebbe reagire diversamente a una coalizione spostata ulteriormente a destra.

Il dilemma di Meloni: con Vannacci si vince, ma quale centrodestra?

È qui che il dato elettorale diventa soprattutto politico. Vannacci potrebbe essere contemporaneamente un problema e una possibile soluzione numerica per Giorgia Meloni. Fuori dalla coalizione sottrae una quota consistente di consenso all’area di centrodestra e rende molto più complicata la corsa verso la maggioranza. Dentro, almeno secondo la fotografia attuale, porterebbe il blocco al 47,2%.

Ma l’ingresso di Futuro Nazionale cambierebbe inevitabilmente anche gli equilibri interni. Con l’8%, Vannacci sarebbe oggi la seconda forza della coalizione dopo Fratelli d’Italia, davanti a Forza Italia e con un consenso molto superiore a quello della Lega. Non entrerebbe quindi come una piccola componente aggiuntiva, ma come un partito in grado di rivendicare peso nella definizione del programma e delle scelte politiche.

Per Salvini il problema sarebbe ancora più evidente: il suo ex vicesegretario avrebbe quasi il doppio dei consensi della Lega e potrebbe contendere direttamente al Carroccio una parte consistente dello spazio politico che il partito ha occupato negli ultimi anni.

Una destra sempre più forte nelle componenti radicali

Il sondaggio fotografa anche un possibile cambiamento nella composizione interna dell’area conservatrice. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Futuro Nazionale non sono semplicemente quattro sigle intercambiabili. Rappresentano culture politiche, linguaggi ed elettorati almeno in parte differenti.

La crescita di Vannacci sposta il baricentro verso una proposta più radicale su immigrazione, Europa, identità nazionale e diritti civili. Ed è proprio questa trasformazione a porre una questione strategica per Meloni, che durante gli anni di governo ha lavorato per accreditare Fratelli d’Italia come una forza conservatrice capace di dialogare con le istituzioni europee e occidentali.

Un Futuro Nazionale stabilmente intorno all’8% renderebbe più difficile ignorare quella componente, ma integrarla significherebbe anche ridisegnare il profilo politico della coalizione.

Il primo vero segnale del “fattore Vannacci”

Una rilevazione non determina naturalmente il risultato delle prossime elezioni e il 23% di indecisi rappresenta un bacino enorme capace di modificare gli equilibri. Futuro Nazionale è inoltre una formazione molto giovane e dovrà dimostrare di riuscire a trasformare la forte esposizione mediatica del proprio leader in un’organizzazione politica stabile sul territorio.

Il dato Bidimedia segna tuttavia un passaggio che difficilmente può essere ignorato. Vannacci non è più rilevato come una presenza marginale destinata a contendersi pochi punti percentuali con le formazioni minori. All’8% supera Forza Italia, distanzia nettamente la Lega e diventa il quarto partito italiano.

E soprattutto modifica l’equazione sulla quale Giorgia Meloni dovrà costruire la corsa alle prossime Politiche: senza Vannacci il centrodestra vale oggi il 39,2%; con Vannacci, sulla carta, arriva al 47,2%. Numeri che rendono sempre più difficile evitare la domanda destinata ad accompagnare la maggioranza nei prossimi mesi: non soltanto se il centrodestra possa vincere con o senza l’ex generale, ma che tipo di centrodestra sarebbe quello nel quale Roberto Vannacci diventa la seconda forza della coalizione.

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