
Il governo Meloni si prepara a decidere sulla proroga dei controlli per chi arriva dalla Spagna. La misura italiana, introdotta dopo la crisi di Ceuta, scade oggi, ma al Viminale prevale l’orientamento a mantenerla almeno per un altro mese. Una scelta che rischia di irrigidire ulteriormente i rapporti con Madrid, pronta a sua volta a confermare i controlli rafforzati sui viaggiatori italiani.
La valutazione definitiva arriverà nelle prossime ore, dopo i contatti tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il titolare degli Esteri Antonio Tajani. Dal Viminale continuano ad arrivare segnali favorevoli alla proroga: secondo Piantedosi, infatti, la situazione nell’exclave spagnola resta tutt’altro che stabilizzata.
Il nodo sicurezza e l’allarme su Ceuta
Secondo le stime citate dal governo italiano, a Ceuta sarebbero ancora presenti tra i cinquemila e i diecimila migranti, molti dei quali non ancora identificati. È proprio questa situazione a essere indicata dall’esecutivo come una delle ragioni principali per mantenere il blocco.
Piantedosi ha inoltre richiamato informazioni attribuite all’intelligence spagnola, secondo cui tra le persone entrate nell’exclave potrebbero esserci soggetti con una possibile matrice jihadista. Per Roma, il rischio è che la situazione possa essere sfruttata per tentare successivamente l’ingresso in altri Paesi europei attraverso il territorio spagnolo.
La linea del governo resta quindi ufficialmente legata a motivazioni di sicurezza, anche se la decisione ha ormai assunto un peso politico rilevante nei rapporti tra Italia e Spagna. Anche sulla stampa spagnola è circolata nelle ultime ore l’ipotesi di una proroga italiana fino alla fine di settembre.
Lo scontro con Sanchez e il rischio di nuove ritorsioni
Una conferma dei controlli da parte di Roma potrebbe provocare una nuova risposta del governo di Pedro Sanchez. Madrid ha già disposto verifiche rafforzate sui viaggiatori italiani in arrivo negli aeroporti spagnoli, misura destinata a scadere il 7 settembre ma che potrebbe essere rinnovata in caso di nuova stretta italiana.
Il ministro degli Esteri spagnolo Manuel Albares ha attaccato duramente la scelta del governo Meloni, definendola un affronto alla Spagna e sostenendo che Roma fosse pienamente informata sui sistemi di controllo adottati a Ceuta e Melilla per garantire la sicurezza dell’area Schengen.
La prospettiva è quindi quella di un nuovo muro contro muro tra Roma e Madrid. Un primo tentativo di ricucire potrebbe arrivare l’11 settembre, quando Piantedosi ospiterà la riunione del Med5 con i ministri dell’Interno dei Paesi mediterranei. Al tavolo sarà presente anche il rappresentante del governo Sanchez: un confronto che, se il blocco sarà prorogato, diventerà inevitabilmente uno dei dossier più delicati dell’incontro.


