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Legge elettorale, il ballottaggio accende lo scontro con il centrosinistra (e Vannacci)

Pubblicato: 31/08/2026 21:21

Il confronto sulla nuova legge elettorale entra in una fase decisiva e l’ipotesi di introdurre il ballottaggio si trasforma in uno dei principali terreni di scontro politico. Mentre gli sherpa del centrodestra continuano i contatti in vista della presentazione degli emendamenti, la maggioranza resta divisa sul doppio turno, con la Lega contraria e Forza Italia favorevole a riaprire il dossier.

Il testo potrebbe arrivare in Aula il 9 settembre

La scadenza per la presentazione degli emendamenti è fissata per domani alle 12, sia in commissione Affari costituzionali del Senato sia per l’Aula. L’ipotesi più probabile è che il provvedimento venga trasferito direttamente nell’emiciclo il 9 settembre senza mandato al relatore.

Una scelta che riporterebbe il confronto al testo base, riaprendo così completamente la partita degli emendamenti e garantendo ulteriore tempo per lavorare sulle modifiche alla riforma.

Preferenze e addio alla norma anti-cespugli

Tra i punti sui quali la maggioranza sembra aver trovato un’intesa c’è un emendamento condiviso sulle preferenze, che manterrebbe comunque il sistema del capolista bloccato.

È inoltre prevista una proposta per abolire la cosiddetta norma anti-cespugli. Attualmente, i voti ottenuti dalle liste collegate a una coalizione che non raggiungono la soglia di sbarramento del 3% non contribuiscono al calcolo della cifra elettorale nazionale della coalizione, fatta eccezione per il cosiddetto miglior perdente.

Resta invece ancora aperta la questione dell’alternanza di genere tra i capilista.

Il ballottaggio divide la maggioranza

Il tema più delicato resta però quello del possibile doppio turno. L’ipotesi è stata rilanciata dall’ex presidente del Senato Marcello Pera e ha ricevuto l’apprezzamento del presidente del Senato Ignazio La Russa.

All’interno della maggioranza, tuttavia, non c’è una posizione comune. La Lega continua infatti a essere contraria all’introduzione del ballottaggio, mentre sul tavolo dovrebbero arrivare due diversi emendamenti, entrambi destinati all’esame dell’Aula.

Uno sarebbe presentato da Forza Italia, l’altro dallo stesso Marcello Pera a titolo personale. Secondo quanto riferito, l’obiettivo sarebbe quello di mantenere aperta la discussione sul doppio turno e approfondire anche le possibili criticità tecniche legate alla sua applicazione.

Il centrosinistra attacca: «Legge per restare al potere»

L’ipotesi del ballottaggio ha provocato una dura reazione delle opposizioni. Il senatore del Partito democratico Dario Parrini ha parlato di «scene da Scherzi a parte» e di una maggioranza priva di serietà.

Ancora più netto il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, secondo il quale il centrodestra starebbe lavorando a una legge elettorale per rimanere «imbullonato al potere».

Critiche anche da Filiberto Zaratti di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha accusato Giorgia Meloni di voler modificare continuamente le regole in base all’andamento dei sondaggi.

Vannacci parla di «ballottaggio anti-Vannacci»

L’attacco più diretto al centrodestra arriva però da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. L’ex generale interpreta la discussione sul doppio turno come il tentativo di costruire un argine alla sua crescita politica.

Vannacci ha parlato sui social della «mossa della paura», sostenendo che dietro la proposta si nasconderebbe un vero e proprio «ballottaggio anti-Vannacci».

Secondo l’ex generale, la legge elettorale non sarebbe pensata per migliorare la governabilità del Paese, ma per «neutralizzare un avversario» che starebbe consolidando il proprio consenso.

«Se siamo così irrilevanti, perché tanta fretta di cambiare le regole?», è la domanda posta da Vannacci, che interpreta l’iniziativa come un segnale della preoccupazione della maggioranza.

Per il leader di Futuro Nazionale, il problema non sarebbe la sua figura politica, ma gli elettori che hanno scelto di sostenerlo. E quando le regole vengono modificate, sostiene, per difendersi dal consenso di un avversario, «significa che la paura è già entrata nei Palazzi».

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