
Dal 3 al 6 settembre a Dro, in Trentino, è in programma “Ritorno a Camelot 2026”, raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads che dovrebbe richiamare esponenti dell’estrema destra provenienti da diversi Paesi europei. A far salire la tensione politica è la partecipazione annunciata del referente trentino di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci.
A confermare la propria presenza è stato lo stesso responsabile provinciale del partito, Emilio Giuliana, in un’intervista al quotidiano l’Adige. Una scelta che ha provocato la dura reazione di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, anche per i collegamenti dell’ambiente del raduno con Blood & Honour, network internazionale neonazista sottoposto dal governo britannico a sanzioni nell’ambito della normativa antiterrorismo.
Bonelli: «Una dichiarazione gravissima»
Secondo quanto riferito da Bonelli, Giuliana avrebbe sostenuto che la classificazione di Blood & Honour da parte delle autorità britanniche non rappresenterebbe per lui un problema.
«È una dichiarazione gravissima», afferma il deputato di Avs, secondo il quale la posizione del dirigente trentino dimostrerebbe come un partito con ambizioni istituzionali consideri «irrilevante il fatto di muoversi nell’orbita di una rete neonazista sanzionata per terrorismo da un governo estero».
Il Regno Unito ha adottato nel gennaio 2025 misure contro Blood & Honour, compreso il congelamento dei beni, sostenendo di avere ragionevoli motivi per ritenerla coinvolta in attività terroristiche. Tra le condotte contestate dalle autorità britanniche figurano la diffusione di musica che promuoverebbe o incoraggerebbe il terrorismo, la raccolta di fondi attraverso eventi e attività di reclutamento.
Quattro giorni di concerti a Dro
Il programma di “Ritorno a Camelot 2026” prevede quattro giorni di concerti riconducibili alla scena Rac, Rock Against Communism. Nella locandina dell’evento sono annunciati diversi gruppi, tra cui Acciaio Vincente, Nativi, Topi Neri, Daspo, Sokyra Peruna e Gesta Bellica, oltre ad alcuni non meglio specificati «European special guests».
Bonelli sostiene inoltre che nel materiale riconducibile all’appuntamento sarebbero presenti riferimenti alla Gioventù hitleriana e testi contenenti esortazioni alla violenza politica. Elementi sui quali il parlamentare chiede un intervento delle autorità.
La vicenda è già arrivata all’attenzione delle istituzioni trentine. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dovrebbe tornare a riunirsi per esaminare il raduno e valutarne i profili legati alla sicurezza.
L’interrogazione a Piantedosi e il richiamo alla legge Mancino
Nei giorni scorsi Bonelli aveva già annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo di impedire lo svolgimento dell’iniziativa. Dopo le ultime dichiarazioni, il deputato è tornato a sollecitare il Viminale, richiamando esplicitamente la legge Mancino.
«Torno a chiedere al ministro Piantedosi di non fare finta di nulla e di applicarla fino in fondo. Il ministro dell’Interno ha il dovere di applicare la legge e di impedire che l’Italia diventi una zona franca per le organizzazioni e la propaganda neonazista», afferma Bonelli.
“Ritorno a Camelot” non è un appuntamento nuovo. Manifestazioni legate alla galassia skinhead italiana e ai suoi rapporti internazionali erano finite sotto l’attenzione degli investigatori già negli anni Novanta. Un’iniziativa venne vietata nel 1992, mentre nel 2016 un raduno a Revine Lago, nel Trevigiano, provocò nuove polemiche anche per l’annunciata partecipazione di gruppi riconducibili alla scena di Blood & Honour.
Il caso politico per Futuro Nazionale
La presenza annunciata di un dirigente di Futuro Nazionale trasforma però il caso da questione di ordine pubblico a terreno di scontro politico. Il partito di Vannacci era già finito al centro delle polemiche per iniziative e riferimenti contestati dalle opposizioni come espressione di una radicalizzazione verso l’estrema destra.
Ora la partecipazione del referente trentino al raduno di Dro offre alle opposizioni un nuovo argomento per chiedere a Futuro Nazionale di chiarire la propria posizione rispetto agli ambienti neonazisti presenti nella galassia dell’evento.
La vicenda rischia inoltre di aumentare la distanza politica tra la formazione fondata da Vannacci e gli altri partiti del centrodestra, chiamati a decidere se e come prendere posizione sull’iniziativa. Sul piano istituzionale, invece, l’attenzione resta concentrata sulle valutazioni delle autorità competenti e sulle eventuali decisioni che saranno adottate prima dell’inizio del raduno.


