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“Mazzata per Schlein e Conte!”. La notizia che fa felice Meloni a due giorni dal record storico

Pubblicato: 02/09/2026 10:16

A due giorni dall’appuntamento di Bari organizzato per celebrare il record di permanenza a Palazzo ChigiGiorgia Meloni arriva all’appuntamento con un quadro economico che offre al governo nuovi argomenti per rivendicare i risultati ottenuti sul fronte della crescita e dell’occupazione. Gli ultimi dati diffusi dall’Istat fotografano infatti un’economia italiana ancora in espansione e un mercato del lavoro che, nel confronto con un anno fa, presenta un numero sensibilmente maggiore di occupati.

Nel secondo trimestre del 2026, il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Istat ha confermato le stime già diffuse alla fine di luglio con la prima valutazione sull’andamento dell’economia, compresa la variazione acquisita per l’intero 2026.
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La crescita tra industria, servizi e domanda interna

Il dettaglio dei dati restituisce però un andamento differenziato tra i principali settori dell’economia. Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto dell’agricoltura è diminuito dello 0,2%, mentre quello dell’industria ha registrato una contrazione dello 0,5%. A sostenere la crescita è stato invece il comparto dei servizi, il cui valore aggiunto è aumentato dello 0,4%.

Sul fronte della domanda, il contributo alla crescita è arrivato dalle componenti della domanda finale nazionale, compresa la variazione delle scorte. Di segno opposto, invece, il contributo della domanda estera netta.

Anche alcuni indicatori legati al lavoro mostrano un’evoluzione positiva. Nel trimestre le ore lavorate sono aumentate dello 0,3%, mentre i redditi da lavoro dipendente pro-capite hanno registrato una crescita dello 0,6%.

Disoccupazione in calo, occupati stabili a luglio

Il quadro del mercato del lavoro presenta ulteriori elementi favorevoli per l’esecutivo. A luglio 2026, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%, con una diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Contemporaneamente, però, il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 18,9%, in aumento di 0,2 punti.

La diminuzione delle persone in cerca di lavoro è stata dell’1,1%, pari a 17mila unità in meno. Il calo ha interessato gli uomini e quasi tutte le fasce d’età, con l’eccezione dei 35-49enni, tra i quali il numero dei disoccupati è invece aumentato. Anche l’andamento degli inattivi è risultato articolato: tra i 15 e i 64 anni sono diminuiti dello 0,1%, sempre per 17mila unità, mentre il tasso di inattività è rimasto invariato al 32,8%.

Su base mensile, il numero complessivo degli occupati è rimasto sostanzialmente stabile. La stabilità dell’occupazione si è accompagnata alla riduzione sia dei disoccupati sia degli inattivi.

Il confronto annuale restituisce invece un incremento più marcato. Rispetto a luglio 2025, gli occupati sono aumentati dell’1,3%, pari a 307mila persone in più, mentre il tasso di occupazione è salito di 0,8 punti.

La crescita interessa uomini e donne, oltre ai 25-34enni e alle persone con almeno 50 anni. Diminuisce invece il numero degli occupati nelle fasce comprese tra 15 e 24 anni e tra 35 e 49 anni.

La rivendicazione della maggioranza

I numeri vengono immediatamente utilizzati dalla maggioranza come elemento di valutazione dell’azione dell’esecutivo. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia, sottolinea in particolare il confronto tra la situazione attuale e quella dell’ottobre 2022, quando il governo Meloni si insediò.

Secondo Osnato, a luglio gli occupati hanno raggiunto quota 24 milioni e 370mila, 307mila in più rispetto a un anno prima e oltre un milione in più rispetto all’inizio dell’attuale legislatura. Il deputato evidenzia inoltre l’aumento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, accompagnato dalla diminuzione dei contratti a termine.

Nella lettura di FdI, il risultato sarebbe collegato alle politiche adottate dal governo sul mercato del lavoro: dagli incentivi alle assunzioni ai percorsi di formazione e reinserimento, passando per il taglio del cuneo fiscale e la riforma dell’Irpef. L’obiettivo indicato dalla maggioranza è consolidare la crescita dell’occupazione stabile, con particolare attenzione a giovani, donne e Mezzogiorno.

Durigon: risultati da consolidare

Sulla stessa linea il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, secondo cui i dati dell’Istat rappresentano un segnale positivo e confermerebbero gli effetti delle misure adottate dal governo.

Durigon richiama tuttavia anche le questioni ancora aperte: il rafforzamento dell’occupazione giovanile, la crescita del lavoro sicuro e di qualità e la competitività delle imprese. Tra le priorità indicate c’è anche il ricambio generazionale, considerato necessario per creare nuove opportunità occupazionali.

Il governo guarda dunque ai dati dell’Istat come a una conferma della propria linea economica. Il quadro non è però uniforme: alla crescita del Pil si affiancano la debolezza dell’industria, la contrazione dell’agricoltura e soprattutto un dato sulla disoccupazione giovanile ancora elevato.

Alla vigilia dell’appuntamento di Bari, il dato politico resta comunque favorevole alla maggioranza. Meloni potrà presentarsi alla celebrazione del suo lungo periodo a Palazzo Chigi con numeri che consentono all’esecutivo di rivendicare un andamento positivo dell’occupazione e una crescita economica che, pur contenuta, continua a mantenersi in territorio positivo. Per Pd e Movimento 5 Stelle, al contrario, i dati appena diffusi dall’Istat rendono più difficile concentrare il confronto politico esclusivamente sulle criticità dell’economia e del mercato del lavoro.

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