
Il governo prorogherà di alcuni giorni il taglio delle accise sul gasolio, in attesa di mettere a punto un intervento più ampio e strutturale contro il caro carburanti. Ad annunciarlo è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che dal Meeting di Rimini anticipa uno dei provvedimenti attesi nel Consiglio dei ministri convocato per domani alle 18. L’obiettivo immediato è evitare che lo sconto attualmente in vigore scada senza una misura sostitutiva, mentre Palazzo Chigi cerca le risorse necessarie per un intervento destinato a durare più a lungo.
«Faremo domani un Consiglio dei ministri, intanto prorogheremo lo sconto diesel. Poi stiamo ragionando più a lungo termine, occorrono dei soldi ovviamente e i soldi vanno chiesti laddove ci sono», ha spiegato Salvini. La proroga dovrebbe essere breve: «Di alcuni giorni, fino a settembre immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso». Il nodo diventa quindi non soltanto quanto ridurre il peso delle accise, ma soprattutto dove trovare le coperture necessarie per trasformare una misura temporanea in un intervento più duraturo.
Domani il Consiglio dei ministri sul caro carburanti
Il Consiglio dei ministri chiamato a intervenire sull’aumento dei prezzi è previsto domani alle 18. Secondo quanto emerge da fonti di Palazzo Chigi, in questa prima fase dovrebbe essere approvata una proroga per alcuni giorni delle misure già operative.
Si tratterebbe sostanzialmente di un provvedimento ponte, necessario per concedere al governo il tempo di definire la seconda fase della strategia. L’esecutivo starebbe infatti valutando un intervento più mirato, anche alla luce del costo che una riduzione generalizzata delle accise comporterebbe per i conti pubblici.
Le parole di Salvini indicano però la volontà di non limitarsi alla semplice proroga. Il ministro chiede «qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso», riconoscendo contemporaneamente che per farlo saranno necessarie nuove risorse.
Salvini: “I soldi vanno chiesti laddove ci sono”
È proprio la frase sulle coperture a rappresentare uno degli elementi politicamente più interessanti dell’intervento del vicepremier. «I soldi vanno chiesti laddove ci sono», ha affermato Salvini senza indicare, almeno per il momento, quale soluzione verrà scelta.
Il tema si intreccia inevitabilmente con il dibattito sugli extraprofitti delle società energetiche, tornato proprio in questi giorni al centro della discussione italiana ed europea. Italia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Polonia hanno chiesto all’Unione europea di valutare un nuovo contributo straordinario sui guadagni eccezionali realizzati dalle compagnie energetiche durante la crisi provocata dai rincari.
Non è stato tuttavia indicato da Salvini che le risorse per il nuovo intervento sulle accise arriveranno necessariamente da questa strada. La questione delle coperture rimane quindi uno dei dossier da risolvere nelle prossime settimane.
Prezzi ancora molto elevati, soprattutto in autostrada
La pressione sul governo nasce dal livello raggiunto dai prezzi alla pompa e dalle conseguenze per milioni di automobilisti nel periodo del controesodo estivo. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il gasolio ha superato in alcuni impianti autostradali i 2,20 euro al litro, mentre la benzina si trova ormai a ridosso dei 2,10 euro.
L’associazione calcola che, per un pieno di gasolio, il viaggio del controesodo possa costare 1,80 euro in più rispetto al primo fine settimana di agosto, mentre sulle strade ordinarie l’aggravio indicato arriva a circa 2,20 euro a pieno.
Sono proprio questi livelli a spingere le associazioni dei consumatori a chiedere un intervento più ampio rispetto alla semplice estensione dello sconto già in vigore.
I consumatori: “La proroga sarebbe un pannicello caldo”
Molto critica la posizione di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo il quale prorogare soltanto lo sconto sul gasolio non sarebbe sufficiente.
«La proroga dello sconto sulle accise del gasolio non basta. Sarebbe un pannicello caldo», sostiene Dona. Il primo problema, secondo l’associazione, è che l’intervento finirebbe per mantenere sostanzialmente invariato l’attuale livello dei prezzi, considerato ancora troppo elevato.
Il secondo riguarda la benzina. Una proroga limitata al diesel lascerebbe infatti fuori gli automobilisti che utilizzano altri carburanti, proprio mentre il prezzo della benzina in autostrada si trova, secondo l’Unc, «a un soffio dai 2,1 euro».
Il nodo dell’inflazione: perché il carburante pesa anche su chi non guida
Per i consumatori la questione non riguarda esclusivamente quanto spendono gli automobilisti al distributore. L’aumento dei carburanti può infatti trasferirsi sui costi di trasporto delle merci e, attraverso questi, sui prezzi finali di numerosi prodotti.
È per questo che Dona contesta anche l’ipotesi di concentrare i futuri aiuti soltanto sulle fasce della popolazione considerate più bisognose. «Significa non considerare l’effetto che il caro carburanti ha sull’inflazione, il vero problema economico», sostiene.
Il ragionamento dell’Unc è che un intervento generalizzato sul prezzo alla pompa possa produrre un effetto più ampio, riducendo non soltanto la spesa diretta per gli spostamenti ma anche la pressione sui costi della distribuzione.
Aiuti per tutti o soltanto per alcune categorie?
È proprio questo uno dei nodi che il governo dovrà sciogliere dopo la breve proroga. Una riduzione generalizzata delle accise è semplice e immediatamente percepibile, ma ha un costo elevato perché si applica indistintamente a tutti i consumatori, indipendentemente dal reddito.
Un intervento selettivo costerebbe meno alle casse pubbliche e permetterebbe di concentrare le risorse su famiglie o categorie maggiormente esposte. Sarebbe però più complesso da costruire e rischierebbe di richiedere tempi incompatibili con l’urgenza del momento.
L’Unione Nazionale Consumatori esprime in particolare dubbi sull’eventuale utilizzo dell’Isee per modulare gli aiuti, ritenendo che un meccanismo di questo tipo difficilmente potrebbe essere attivato con sufficiente rapidità.
Il timore di interventi limitati a tassisti e autotrasportatori
Dona teme inoltre che il governo possa scegliere di concentrare le risorse su specifiche categorie professionali, citando tassisti e autotrasportatori, anziché intervenire direttamente sulle famiglie.
Una soluzione del genere consentirebbe di aiutare i settori nei quali il carburante rappresenta una parte particolarmente significativa dei costi di attività, ma lascerebbe aperta la questione dell’impatto dei rincari sul resto della popolazione.
L’altra possibilità potrebbe essere quella di introdurre bonus o forme di sostegno per determinate fasce di lavoratori. Anche in questo caso, tuttavia, bisognerebbe stabilire criteri, beneficiari e modalità di erogazione.
La partita degli extraprofitti sullo sfondo
La ricerca delle risorse si intreccia con un’altra partita che potrebbe diventare centrale durante l’autunno. Il governo italiano ha sottoscritto insieme ad altri cinque Paesi la richiesta di discutere a Bruxelles una nuova tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche.
Il precedente risale alla crisi del 2022, quando l’Unione europea autorizzò un contributo straordinario sui profitti eccezionali delle aziende del settore fossile. La nuova proposta dovrebbe essere discussa dai ministri economici europei a settembre.
Anche Elly Schlein ha utilizzato la posizione assunta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a Bruxelles per chiedere al governo di anticipare una simile misura sul piano nazionale. Per il Pd, le risorse ottenute dalle società che stanno beneficiando della crisi potrebbero contribuire a finanziare gli interventi contro il caro energia.
Prima la proroga, poi la vera decisione
Il Consiglio dei ministri di domani rappresenterà quindi soltanto il primo passaggio. La proroga annunciata da Salvini dovrebbe evitare un’interruzione immediata dello sconto sul diesel, ma la scelta più importante arriverà successivamente.
Il governo dovrà decidere se continuare a utilizzare le accise come principale leva per contenere i prezzi, estendere l’intervento anche alla benzina, concentrare gli aiuti sulle categorie maggiormente colpite oppure individuare una combinazione tra queste misure.
E soprattutto dovrà trovare le coperture. Salvini ha già indicato l’obiettivo politico: «Vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso». Domani arriverà la proroga di alcuni giorni. Sarà però a settembre che si capirà quale sarà davvero la risposta del governo a un caro carburanti che, tra prezzi alla pompa e ricadute sull’inflazione, rischia di diventare uno dei dossier economici più delicati dell’autunno.


