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Sinner rompe il silenzio dopo il forfait agli Us Open: “È dura”

Pubblicato: 03/09/2026 23:03

Dopo la dolorosa rinuncia agli Us Open per un problema al ginocchio, Jannik Sinner torna a parlare direttamente ai suoi tifosi. Lo fa mentre è già al lavoro in palestra, con un messaggio nel quale alla delusione per l’assenza da New York si accompagna la volontà di concentrarsi sul recupero e sulla parte conclusiva della stagione.

«Saltare gli US Open quest’anno è dura. Non vedevo l’ora di tornare tra i tifosi, rivedere amici e partner. Mi mancherà anche il tempo trascorso all’Hotel e tutto il team che mi fa sempre sentire a casa», ha scritto l’azzurro sul proprio profilo Instagram, accompagnando le parole con una foto che lo ritrae durante l’allenamento.

Sinner: «Torno a recuperare e a lavorare»

Per Sinner, dunque, è già il momento di guardare avanti. L’obiettivo è recuperare completamente dal problema al ginocchio che gli ha impedito di partecipare all’ultimo Slam dell’anno e tornare in campo nelle migliori condizioni possibili.

«New York ha un posto speciale nel mio cuore. Per ora, torno a recuperare e a lavorare per tornare più forte. In bocca al lupo a tutti i giocatori! A presto», ha aggiunto.

Parole che fotografano le priorità dell’altoatesino: nessuna corsa contro il tempo, ma lavoro e recupero per ritrovare la piena condizione fisica prima del rientro nel circuito.

Alcaraz vince, poi attacca il calendario

Intanto a New York continua il cammino di Carlos Alcaraz, che ha superato in quattro set il portoghese Jaime Faria. Ma fuori dal campo lo spagnolo ha acceso il dibattito su un problema che da tempo agita il tennis mondiale: un calendario sempre più fitto e, secondo diversi protagonisti del circuito, difficile da sostenere sul piano fisico.

Il murciano, recentemente rientrato dopo un problema al polso, ha puntato il dito contro il numero di settimane che i giocatori sono chiamati a trascorrere in competizione.

«Se disputiamo tutti i tornei che l’Atp ci chiede di giocare, passiamo quaranta settimane in un anno in campo», ha dichiarato Alcaraz.

Nel mirino dello spagnolo c’è anche la formula su due settimane adottata per sette tornei Masters 1000, oltre al sistema di penalizzazioni economiche e di punteggio previsto in determinate circostanze per le assenze.

«Ci saranno ancora più infortuni»

La questione assume un peso ancora maggiore alla luce dei problemi fisici che stanno interessando diversi giocatori. Oltre a Sinner, anche Casper Ruud e Joao Fonseca hanno dovuto fare i conti con problemi che ne hanno condizionato la programmazione.

«Si vedono molti giocatori infortunati, molti che sono stanchi. Se l’organizzazione non fa nulla per adattare il calendario, ci saranno ancora più infortuni», ha avvertito Alcaraz.

Il problema era già stato sollevato, con posizioni e sfumature differenti, anche da altri protagonisti del circuito come Novak Djokovic, Alexander Zverev e lo stesso Sinner.

La decisione di Alcaraz: «Farò lunghe pause»

Alcaraz ha già deciso come affrontare il problema. Se il calendario non cambierà, sarà lui a ritagliarsi periodi più lunghi lontano dalle competizioni.

«Farò lunghe pause nella stagione: forse non quattro mesi, ma un mese o due», ha annunciato.

Una scelta che riporta al centro del dibattito il rapporto tra spettacolo, numero di tornei e salute dei tennisti. Da una parte Sinner, costretto a rinunciare agli Us Open e concentrato sul recupero; dall’altra Alcaraz, che preannuncia una programmazione più selettiva. Due situazioni differenti che convergono però sullo stesso interrogativo: quanto a lungo i migliori giocatori del mondo possono sostenere gli attuali ritmi del circuito senza aumentare il rischio di fermarsi per infortunio?

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