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Cosa sta succedendo a Futuro Nazionale, Vannacci furioso. Interviene Crosetto

Pubblicato: 04/09/2026 18:36

Quando il confine sottile tra l’esercizio dei diritti politici e il dovere di neutralità delle istituzioni militari finisce al centro dell’attenzione pubblica, il dibattito istituzionale e mediatico si accende istantaneamente. Nelle ultime ore, al centro della scena ci sono verifiche formali e doppi esposti indirizzati alle autorità competenti, volti a fare luce sul rispetto delle norme della Costituzione e del Codice dell’ordinamento militare. Tra tesi accusatorie, fermi chiarimenti delle difese e prese di posizione dei vertici di Governo contro le sommarie condanne mediatiche, la vicenda evidenzia la delicatezza di un equilibrio istituzionale in cui ogni dettaglio richiede il massimo rigore interpretativo.

Due esposti diversi, uno alla procura ordinaria di Roma e uno alla procura militare. Nel primo si chiede di accertare che non vi siano violazioni della legge Scelba – quella sulla ricostituzione del partito fascista – mentre nel secondo di valutare se la presenza di alcuni membri delle forze armate nella struttura di partito sia legittima o meno. Se la divisa, in altre parole, venga usata per fare propaganda politica, violando il principio di neutralità che dovrebbe applicarsi ai militari. Entrambe queste denunce sono state presentate dal Sindacato dei Militari ed entrambe riguardano Futuro Nazionale, la creatura politica di Roberto Vannacci.

Nel secondo esposto, quello per cui il procuratore ha annunciato di aver avviato accertamenti preliminari, pur non avendo ancora iscritto nessuno al registro degli indagati, si punta a far luce soprattutto su due figure: Antonsergio Belfiori, segretario nazionale del Siam e referente del comitato 329 di FN a Villafranca di Verona, e Luigi Avveduto, segretario nazionale del Sim carabinieri e referente di FN del comitato 1333 di Roma.

Il Codice dell’ordinamento militare e le reazioni politiche

La Procura militare si sta occupando della posizione di questi membri delle forze armate per verificare fatti di propria competenza. Il Codice dell’ordinamento militare stabilisce infatti che le Forze armate devono in ogni circostanza mantenersi al di fuori dalle competizioni politiche. Nell’esposto si chiede quindi di accertare se sia stato fatto uso della qualifica, del grado e dell’uniforme per finalità di propaganda politica.

I diretti interessati si sono subito difesi. Belfiori ha detto che il comitato è stata un’iniziativa personale, mai in uniforme o in contesti militari, e senza incarichi direttivi. Avveduto ha confermato di aderire a Futuro Nazionale ma di non avere alcun ruolo nel partito, rimanendo sempre attento a non mischiare i ruoli. L’avvocato di Vannacci ha dichiarato che non sarebbe ravvisabile alcuna fattispecie di reato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Trovo profundamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare in un’indagine per ricostituzione del partito fascista. Difendo un principio che vale per tutti: le persone non possono essere condannate sui giornali prima ancora che esista un’indagine».

Parallelamente, a fronte delle ricostruzioni stampa e dei timori sollevati da organi come il Financial Times su presunti legami esteri, Vannacci ha respinto ogni accusa di condizionamenti da Mosca, mentre il presidente del Copasir Lorenzo Guerini ha ricordato l’esigenza di mantenere alta l’attenzione sulle ingerenze informatorie senza tuttavia drammatizzare.

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