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Lorenza Isceri, Meloni e Schlein rispondono al padre: “Faremo la nostra parte”

Pubblicato: 06/09/2026 08:32

L’appello di Franco Isceri, il padre di Lorena, la 45enne di Squinzano uccisa dall’ex compagno Federico Vella, arriva fino ai vertici della politica. Dopo il videomessaggio nel quale si era definito «un padre distrutto» e aveva chiesto alle istituzioni di intervenire contro la violenza sulle donne, sono arrivate le risposte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della segretaria del Pd Elly Schlein.

Due messaggi distinti, affidati ai social, che convergono su un impegno: «Faremo la nostra parte».

Lorena Isceri è stata uccisa giovedì 3 settembre. Secondo la ricostruzione riportata, l’ex compagno l’avrebbe rapita e condotta sull’autostrada A1, per poi gettarla da un viadotto.

Meloni: «Un dolore difficile anche solo da immaginare»

La presidente del Consiglio ha risposto all’appello del padre di Lorena con un messaggio pubblicato su Facebook.

«Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un dolore che è difficile anche solo immaginare», ha scritto Meloni.

La premier ha quindi ricordato le misure adottate durante la legislatura contro la violenza sulle donne, sottolineando anche il contributo delle altre forze politiche presenti in Parlamento.

«In questa legislatura – anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento – abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere».

Meloni ha inoltre ricordato il potenziamento del reddito di libertà, il rafforzamento del Codice rosso e l’introduzione del femminicidio come reato autonomo.

«Quanto fatto non è sufficiente»

È però la stessa presidente del Consiglio a riconoscere che gli interventi adottati non possono essere considerati sufficienti davanti a nuovi casi di violenza.

«Davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Continueremo a fare la nostra parte. In nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie», ha concluso Meloni.

Una risposta diretta alle richieste di Franco Isceri, che nel momento più doloroso aveva scelto di rivolgersi pubblicamente alle istituzioni chiedendo interventi concreti.

Schlein: «Accogliamo le parole del padre»

Anche Elly Schlein ha raccolto l’appello del padre di Lorena. La segretaria del Partito democratico ha sottolineato soprattutto la forza mostrata dall’uomo nel formulare richieste precise nonostante il lutto.

«Non possiamo che condividere fino in fondo e accogliere le parole del padre, ringraziandolo perché in un momento di grandissimo dolore ha avuto la lucidità e la forza di fare richieste concrete e puntuali che sentiamo di fare nostre», ha dichiarato.

Schlein ha quindi rilanciato uno dei temi al centro del confronto politico sulla legislazione contro la violenza sessuale: quello del consenso.

Schlein: «Senza consenso è sempre violenza»

«Continueremo a insistere anche per adottare una legge di civiltà che chiarisca che senza il consenso, è sempre violenza», ha affermato la leader dem.

Per Schlein, la risposta deve passare anche da un impegno condiviso contro un fenomeno che definisce strutturale: «Sappiamo che è indispensabile che proseguiamo tutte e tutti insieme questa difficile lotta per sradicare la violenza di genere che è una piaga strutturale».

Poi la conclusione, che riecheggia quella utilizzata dalla presidente del Consiglio: «Noi ci siamo, e faremo la nostra parte».

Da maggioranza e opposizione arriva dunque una risposta comune almeno nell’impegno dichiarato dopo l’appello del padre di Lorena. Resta ora il terreno delle misure concrete, quello sul quale Franco Isceri ha chiesto alla politica di intervenire affinché la morte della figlia non resti soltanto un’altra tragedia da ricordare.

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