
Una festa patronale si è trasformata in una strage a Santa María Canchesdá, nello Stato del Messico, dove l’esplosione di materiale pirotecnico ha provocato almeno 10 morti e 64 feriti. La tragedia è avvenuta nella serata di sabato 5 settembre, mentre centinaia di persone si erano radunate nei pressi della chiesa per partecipare ai festeggiamenti in onore di Nuestra Señora de la Luz.
La deflagrazione è stata violentissima e ha provocato il crollo di parte delle strutture presenti vicino all’edificio religioso, mentre nella piazza si è sviluppato un incendio. Alcune persone sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie e i soccorritori hanno lavorato per ore tra fumo, detriti e scene di panico. Le autorità hanno aperto un’inchiesta per stabilire con precisione come il fuoco abbia raggiunto il materiale pirotecnico custodito nell’area.
L’esplosione durante la festa patronale
Santa María Canchesdá è una comunità appartenente al comune di Temascalcingo, circa 160 chilometri a nord-ovest di Città del Messico. Sabato sera centinaia di abitanti erano riuniti per assistere agli eventi previsti nell’ambito della festa religiosa dedicata alla Vergine della Luce, una ricorrenza tradizionalmente accompagnata anche dall’utilizzo di fuochi d’artificio.
Secondo le prime ricostruzioni, del materiale pirotecnico era conservato in uno spazio utilizzato come deposito nei pressi della chiesa. Poco prima dell’esplosione, alcuni partecipanti stavano prendendo parte a un rituale tradizionale durante il quale viene trasportata una struttura a forma di toro carica di fuochi d’artificio, il cosiddetto “torito”.
Video diffusi sui social mostrano la struttura tra la folla poco prima della tragedia. Una delle ipotesi è che le scintille provenienti dai fuochi abbiano raggiunto il deposito contenente altro materiale esplosivo, provocando la violenta detonazione. La dinamica, tuttavia, non è stata ancora confermata ufficialmente e resta al centro degli accertamenti.
La deflagrazione fa crollare muri e scatena il panico
La potenza dell’esplosione ha provocato il crollo di almeno una parete e gravi danni alle strutture circostanti. Immediatamente dopo la deflagrazione la zona è stata invasa dal fumo e dai detriti, mentre decine di persone cercavano di allontanarsi e altre tentavano di raggiungere familiari e amici rimasti nell’area più colpita.
Le immagini girate nei minuti successivi mostrano persone che si muovono tra macerie e polvere alla ricerca dei sopravvissuti. Secondo i media locali, alcuni presenti sarebbero rimasti intrappolati sotto le strutture crollate, rendendo necessario l’impiego di mezzi pesanti per rimuovere i detriti.
Le operazioni di recupero sono proseguite per tutta la notte e fino alle prime ore di domenica. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, Protezione civile, polizia statale, paramedici e squadre provenienti anche dai comuni vicini.
Almeno 10 morti e 64 feriti
Il bilancio comunicato dalle autorità dello Stato del Messico è di almeno 10 persone morte e 64 ferite. Alcune delle vittime sono decedute direttamente sul luogo dell’esplosione, mentre altre sono morte dopo il trasferimento nelle strutture sanitarie della zona.
I feriti sono stati distribuiti tra diversi ospedali in base alla gravità delle loro condizioni. Tra le persone coinvolte risultano anche minori e anziani, mentre la diocesi di Atlacomulco ha confermato il ferimento di due sacerdoti, che non sarebbero in pericolo di vita.
La vastità dell’emergenza ha richiesto il coordinamento tra Protezione civile, servizi sanitari e autorità locali, con l’attivazione di un sistema straordinario per la gestione dei soccorsi e dei trasferimenti ospedalieri.
Feriti anche due sacerdoti
La Diocesi di Atlacomulco ha comunicato che nell’esplosione sono rimasti feriti anche due sacerdoti presenti durante i festeggiamenti. Le loro condizioni non sarebbero gravi e, secondo quanto riferito dalla Chiesa locale, entrambi sarebbero fuori pericolo.
La diocesi ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti, invitando la comunità alla preghiera dopo una tragedia che ha sconvolto l’intera zona. La festa patronale è stata naturalmente interrotta e tutte le attività previste sono state sospese.
Per molte famiglie sono iniziate ore di attesa tra ospedali, centri di soccorso e strutture dove vengono effettuate le identificazioni delle vittime.
Indagine sulle cause dell’esplosione
La Procura generale dello Stato del Messico ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Gli investigatori dovranno innanzitutto stabilire dove fosse custodito il materiale pirotecnico, in quale quantità e se fossero state rispettate tutte le norme previste per lo stoccaggio e l’utilizzo durante una manifestazione pubblica.
Particolare attenzione sarà rivolta anche alla possibile sequenza che avrebbe portato dalle scintille prodotte durante il rituale del “torito” fino all’esplosione del deposito. Al momento, però, nessuna ricostruzione può essere considerata definitiva.
Gli inquirenti stanno inoltre raccogliendo testimonianze e analizzando i numerosi filmati realizzati dai partecipanti alla festa, che potrebbero aiutare a ricostruire i minuti immediatamente precedenti alla deflagrazione.
Fuochi d’artificio molto diffusi nelle feste religiose in Messico
L’utilizzo della pirotecnica è profondamente radicato nelle celebrazioni popolari e religiose messicane. Processioni, feste patronali e ricorrenze locali sono spesso accompagnate da spettacoli di fuochi d’artificio e da strutture pirotecniche trasportate direttamente tra la folla.
Questa tradizione ha però provocato negli anni numerosi incidenti, soprattutto quando grandi quantità di materiale esplosivo vengono conservate o utilizzate in aree densamente frequentate. Uno degli episodi più gravi si verificò nel 2018 a Tultepec, sempre nello Stato del Messico, dove una serie di esplosioni legate alla produzione di fuochi d’artificio provocò 24 morti.
La tragedia di Santa María Canchesdá riapre quindi anche il tema della sicurezza durante le manifestazioni che prevedono l’impiego di materiale pirotecnico, soprattutto quando gli spettacoli si svolgono a pochi metri da centinaia di spettatori.
Una comunità sotto choc
Temascalcingo conta circa 66mila abitanti e la notizia dell’esplosione si è rapidamente diffusa in tutto il territorio. Domenica mattina nell’area intorno alla chiesa erano ancora visibili i segni della devastazione: muri crollati, detriti sparsi nella piazza e strutture annerite dal fuoco.
Le squadre di emergenza hanno continuato a lavorare per mettere completamente in sicurezza la zona e verificare che sotto le macerie non fossero rimaste altre persone. Parallelamente proseguono le operazioni di identificazione delle vittime e l’assistenza ai feriti.
Il bilancio di 10 morti e 64 feriti resta provvisorio. Le autorità hanno avvertito che potrà essere aggiornato nelle prossime ore, mentre l’inchiesta dovrà stabilire come una serata di festa e devozione religiosa abbia potuto trasformarsi in pochi secondi in una delle più gravi tragedie recenti legate alla pirotecnica in Messico.


