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Ucraina, Zelensky dopo l’incontro con gli inviati Usa: “Probabile che la guerra continui anche questo inverno”

Pubblicato: 06/09/2026 19:50

Nonostante una valutazione positiva dei colloqui con gli inviati statunitensi arrivati a Kiev, Volodymyr Zelensky ritiene probabile che la guerra tra Ucraina e Russia prosegua anche durante il prossimo inverno. Il presidente ucraino ha parlato dopo i due round di colloqui con gli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, arrivati nella capitale ucraina dopo l’incontro avuto a Mosca con Vladimir Putin. La diplomazia resta dunque al centro degli sforzi internazionali, ma al momento non sembra esserci una svolta sufficiente per fermare i combattimenti.

«Speriamo vivamente di riuscire a raggiungere accordi con i nostri partner americani e contiamo sul sostegno dei nostri partner europei se la guerra continuerà in inverno, ed è così che appare al momento», ha dichiarato Zelensky. Il presidente ucraino ha però sottolineato come, nonostante le difficoltà, i gruppi di lavoro abbiano espresso una valutazione positiva sulle prospettive future. La possibilità di un accordo resta quindi sul tavolo, anche se Kiev si prepara alla possibilità che il conflitto continui nei prossimi mesi.

Il vertice tra Zelensky e gli inviati di Trump

Il primo incontro tra Zelensky, Witkoff e Kushner è durato poco più di due ore. Per i due rappresentanti dell’amministrazione Trump si è trattato della prima visita a Kiev dall’avvio del mandato del presidente statunitense. Prima del vertice, Zelensky aveva fatto sapere di essere pronto al confronto, pubblicando immagini di una riunione preparatoria con il proprio gruppo di negoziatori. Il presidente ucraino aveva ribadito la volontà di mantenere un atteggiamento costruttivo e aveva insistito sulla necessità che un eventuale accordo di pace garantisca condizioni considerate dignitose per il futuro dell’Ucraina.

Al termine dei colloqui, Witkoff ha definito la discussione «molto significativa, sostanziale, importante», spiegando che gli Stati Uniti sono «molto incoraggiati» e intendono proseguire il dialogo per tutto il tempo necessario. Le parole dell’inviato americano confermano quindi l’intenzione di Washington di mantenere aperto il canale diplomatico, nonostante le distanze ancora esistenti tra le posizioni delle parti. Il confronto tra le delegazioni proseguirà ora sul terreno negoziale, mentre resta da capire se gli incontri possano produrre un’intesa concreta.

Il precedente incontro con Putin a Mosca

Prima di raggiungere Kiev, Witkoff e Kushner avevano incontrato Vladimir Putin a Mosca. Il colloquio con il presidente russo era durato circa tre ore ed era stato descritto come non semplice. L’incontro era avvenuto dopo l’annuncio di Trump di una proposta per mettere fine alla guerra, che i suoi due rappresentanti avrebbero dovuto sottoporre direttamente al Cremlino.

Putin aveva inoltre annunciato una tregua nei raid per consentire agli emissari americani di raggiungere la capitale ucraina. Il presidente russo non aveva però accettato la proposta avanzata da Kiev per un cessate il fuoco più ampio, che avrebbe dovuto estendersi oltre le due capitali. È uno dei nodi che continuano a complicare il percorso verso una possibile intesa, mentre i negoziatori cercano di ridurre le distanze tra Mosca e Kiev.

Lavrov attacca la Germania: «L’inizio di una vera guerra»

Mentre proseguono i contatti diplomatici, da Mosca arrivano parole molto dure nei confronti della Germania. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha accusato Berlino di aver trasformato le contestazioni legate ai droni avvistati nei pressi dell’aeroporto di Lipsia e la successiva rappresaglia diplomatica in un passaggio che potrebbe portare a un’escalation.

«Hanno trovato un drone. Hanno detto che era un drone russo, ma nessuno si è preso la briga di indagare. Questo è, in linea di massima, l’inizio di una vera guerra», ha dichiarato Lavrov in un’intervista all’agenzia della televisione di Stato, ripresa da Interfax. Le accuse del ministro russo aggiungono così un ulteriore elemento di tensione nei rapporti tra Mosca e Berlino, proprio mentre Washington tenta di mantenere aperta la strada dei negoziati.

Il nuovo appello di Papa Leone

Sul conflitto è intervenuto anche Papa Leone, che durante l’Angelus ha lanciato un nuovo appello per la fine delle ostilità. Il Pontefice ha espresso dolore per gli attacchi che hanno colpito nelle ultime settimane diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, causando vittime tra la popolazione. Il suo messaggio è arrivato mentre i contatti diplomatici tra Kiev, Washington e Mosca sono tornati al centro dell’attenzione internazionale.

«Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione che da anni vive nell’angoscia e nella paura», ha detto il Papa, chiedendo di «mettere fine alla violenza, fermare la distruzione, aprire i cuori al dialogo e alla pace». Leone ha quindi espresso l’auspicio che gli sforzi diplomatici avviati in questi giorni possano portare frutti concreti e creare nuovo spazio per i negoziati.

Per il momento, però, la prospettiva indicata da Zelensky resta quella di una guerra destinata con ogni probabilità a proseguire anche durante l’inverno. I colloqui con gli emissari americani rappresentano un segnale di apertura, ma non hanno ancora prodotto un accordo definitivo. La diplomazia continua quindi a muoversi tra aperture e nuove tensioni, con Kiev che guarda al sostegno degli Stati Uniti e dell’Europa mentre cerca di mantenere aperta la possibilità di una soluzione negoziata.

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