
Una diagnosi pesante, una prognosi che inevitabilmente cambia il modo di guardare al futuro e, allo stesso tempo, la volontà di non permettere alla malattia di occupare ogni spazio della propria esistenza. Un celebre attore, diventato negli anni un volto di culto soprattutto per gli appassionati di cinema horror, ha deciso di raccontare pubblicamente come sta affrontando uno dei momenti più delicati della sua vita.
A 68 anni, la star ha spiegato di essere alle prese con una forma di cancro trattabile ma non curabile, diagnosi che era già stata resa pubblica lo scorso marzo. I medici gli avrebbero indicato una prospettiva di circa cinque anni, anche se l’attore ha preferito non rivelare quale sia esattamente il tumore da cui è affetto. Un’indicazione difficile da ignorare, che però non vuole trasformare in un conto alla rovescia.

L’annuncio choc dell’attore: “Ho un cancro, pochi anni di vita”
Il suo atteggiamento, infatti, sembra essere quello di chi ha scelto di concentrarsi soprattutto sul presente. La malattia richiederà cure e probabilmente imporrà alcuni cambiamenti nella quotidianità e nell’attività professionale, ma non rappresenterà, almeno nelle sue intenzioni, il centro attorno al quale far ruotare ogni giornata. L’obiettivo è continuare a lavorare, dedicarsi ai propri progetti e non vivere costantemente pensando alla morte.
Dietro questa posizione c’è anche un rapporto con la fine della vita maturato nel corso degli anni e profondamente segnato da un’esperienza familiare. Quando suo padre si trovava in hospice, l’uomo permise ai figli di accompagnarlo fino alla morte, affinché potessero considerare quel momento non soltanto come qualcosa di terrificante, ma anche come una parte inevitabile dell’esistenza. È proprio da questa consapevolezza che nasce il modo con cui oggi l’attore affronta la propria prognosi.

Il protagonista di questa storia è Bruce Campbell, indimenticabile interprete di Ash Williams nella saga horror La casa. È stato proprio Campbell a parlare della malattia durante una nuova intervista a “The Adam Carolla Show”, spiegando con estrema chiarezza la decisione presa dopo la diagnosi. “Ho deciso di conviverci, non di morire per questo”, ha detto.
Campbell ha raccontato anche di essersi tenuto volontariamente lontano dalla cosiddetta “rabbit hole” legata al cancro, ovvero quell’enorme quantità di informazioni, forum, testimonianze e ricerche nella quale una persona può finire dopo aver ricevuto una diagnosi. L’attore non vuole trascorrere il tempo che ha davanti inseguendo continuamente informazioni sulla malattia, preferendo invece continuare a vivere e lavorare.
E il lavoro, in questo momento, significa soprattutto “Ernie & Emma”, film che Campbell ha scritto, diretto, prodotto e interpretato insieme alla moglie Ida Gearon. La storia presenta una coincidenza particolarmente significativa con ciò che l’attore sta vivendo: al centro della pellicola c’è infatti un vedovo che, seguendo le indicazioni lasciategli dalla moglie, intraprende un viaggio per spargere le sue ceneri e imparare ad affrontare la perdita. Per Campbell parlare della morte significa, prima di tutto, provare a smettere di averne paura.

È proprio mentre racconta il suo impegno nella promozione di “Ernie & Emma” che emerge con maggiore forza la sua filosofia. “Vado avanti. Ho un film da promuovere. E quando promuovo questo film, non ho nessun altro pensiero. Devi prendere una decisione, ti dici: “Allora, vale la pena interrompere tutto quello che sto facendo per questo?” La risposta è no”, ha detto ancora.
I cinque anni indicati dai medici, inoltre, non vengono considerati da Campbell come una scadenza inevitabile. Le cure potrebbero modificare il quadro e nel frattempo potrebbero emergere nuove possibilità terapeutiche. Quella ricevuta è una prognosi formulata sulla base della situazione attuale, non una data definitiva impressa sul calendario.

Nei prossimi anni l’attore potrebbe ridurre le apparizioni pubbliche e dovrà inevitabilmente confrontarsi con gli effetti delle terapie, ma non sembra intenzionato a ritirarsi dalla vita professionale. Dopo quasi quarant’anni trascorsi a rendere Ash Williams una delle figure più riconoscibili e amate dell’horror, Bruce Campbell affronta così una battaglia molto diversa da quelle viste sullo schermo: senza ignorare ciò che lo aspetta, ma rifiutando di dedicare il tempo che ha davanti alla paura della morte.


