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“Cosa mi scriveva mentre la uccideva!”. Lorena Isceri: la rivelazione shock della mamma

Pubblicato: 08/09/2026 09:10

Una relazione iniziata con la quotidianità di due persone che si incontrano, si conoscono e decidono di costruire una vita insieme. Poi, nel giro di pochi mesi, qualcosa cambia. Le incomprensioni lasciano spazio alla paura, i contrasti diventano sempre più difficili da gestire e una storia sentimentale si trasforma in una sequenza di episodi che oggi vengono ricostruiti dagli investigatori.

Sono soprattutto le testimonianze e gli episodi raccontati dai familiari a restituire il quadro di una situazione progressivamente deteriorata. Telefonate, messaggi, tentativi di ricucire il rapporto e momenti di forte tensione si susseguono fino agli ultimi giorni. Poi arriva un messaggio alla madre della giovane, poche parole che annunciano una tragedia ormai compiuta: «Tua figlia è morta».
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L’inizio della relazione e la convivenza

La vicenda riguarda Lorena Isceri e Federico Vella, che si conoscono nell’ottobre del 2024 in una palestra di Firenze. Tra i due nasce una relazione, nonostante inizialmente Lorena manifesti qualche esitazione legata alla differenza di età, pari a nove anni.

Il rapporto diventa presto più stretto e i due iniziano a convivere nell’abitazione di Vella, al Galluzzo. Per alcuni mesi la relazione prosegue, fino a quando, nell’aprile successivo, emergono i primi elementi destinati a incrinare profondamente il rapporto.

Lorena legge una conversazione sul telefono del compagno. In una chat indirizzata a un amico, l’uomo avrebbe confidato di essersi innamorato di un’altra donna. La giovane decide quindi di mettere fine alla relazione.

Secondo quanto riferito dalla madre, la decisione provoca una reazione violenta. I regali ricevuti da Lorena vengono presi e scagliati a terra, provocando la rottura di alcuni oggetti in vetro. I frammenti finiscono sul pavimento e provocano alla giovane lesioni ai piedi.

Nonostante l’episodio, il successivo cambiamento di atteggiamento di Vella, tornato secondo il racconto della famiglia premuroso e attento, porta Lorena a pensare di poter superare quanto accaduto.

La crisi durante l’estate

Ad agosto la coppia organizza un viaggio in Grecia, ma il rapporto appare ormai compromesso. Lorena vive con il timore delle reazioni impulsive del compagno e decide di parlare del proprio stato d’animo con la dottoressa.

Vella intercetta il messaggio e contesta alla compagna quella che considera una violazione della riservatezza della relazione.

Al rientro dalla vacanza emerge un ulteriore elemento di tensione: secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, l’uomo si rifiuta di restituire a Lorena i suoi effetti personali.

Tra il 7 e il 15 agosto la coppia si rivolge anche a uno psicoterapeuta. Il tentativo di affrontare la crisi attraverso un percorso condiviso, tuttavia, si interrompe rapidamente. Durante una seduta Vella avrebbe affrontato duramente lo specialista, accusandolo di essere pagato per favorire la separazione della coppia. L’uomo viene quindi allontanato dallo studio.

La situazione precipita a Ferragosto. Nell’appartamento del trentaseienne, Vella avrebbe impugnato un coltello contro Lorena. La giovane riesce a raggiungere l’uscita e ad allontanarsi con la propria automobile.

Secondo la testimonianza della madre, l’uomo avrebbe cercato di impedirle di andarsene, arrivando a gettarsi a terra per sbarrarle il passaggio. Dopo quell’episodio, Lorena decide di non volerlo più incontrare.

La fuga in Puglia e i messaggi

La giovane cerca quindi rifugio in Puglia, dove rimane fino al 28 agosto. Anche durante questo periodo, secondo la ricostruzione, riceve numerose telefonate e messaggi da parte di Vella.

Dopo il ritorno a Firenze, il primo settembre arriva una nuova comunicazione. Vella le invia un messaggio di scuse e sostiene di avere iniziato un percorso analitico con un medico. Il nome indicato, tuttavia, non risulterebbe negli elenchi dell’ordine professionale.

Tre giorni dopo si consuma l’ultimo capitolo della vicenda.

Nel corso della giornata Vella cerca più volte di contattare la madre di Lorena. Di fronte ai mancati riscontri, invia dapprima un messaggio dal tono accusatorio: «Sei perfida». Poi, alle 14:58, arriva la comunicazione che sconvolge la famiglia: «Tua figlia è morta».

Gli accertamenti sulla morte

Gli elementi emersi dagli accertamenti medico-legali aggiungono nuovi tasselli alla ricostruzione. Secondo i riscontri, Lorena era ancora viva al momento della caduta dal cavalcavia.

Sono state inoltre riscontrate lesioni ai polsi che, secondo quanto riportato, sarebbero compatibili con l’utilizzo di fascette di plastica per immobilizzarla.

La Procura sta proseguendo gli accertamenti e, nell’ambito dell’inchiesta, vengono ipotizzati i reati di sequestro di persona aggravato e femminicidio premeditato. Si tratta di ipotesi investigative che dovranno essere verificate attraverso gli ulteriori elementi raccolti dagli inquirenti.

Tra gli accertamenti attesi ci sono anche quelli tossicologici, destinati a stabilire se Vella avesse assunto eventuali sostanze.

Il silenzio della denuncia

Resta infine il tema delle denunce che Lorena non avrebbe presentato durante la relazione. Il padre della giovane, Franco Isceri, ha spiegato che la figlia avrebbe scelto di non rivolgersi alle autorità per tutelare la posizione lavorativa di Vella.

Secondo quanto riferito dal padre, l’uomo aveva già ricevuto due richiami disciplinari dall’azienda per cui lavorava. Lorena, sempre secondo la ricostruzione familiare, avrebbe quindi preferito evitare una denuncia per non compromettere ulteriormente la sua situazione professionale.

Ora sono gli investigatori a dover ricostruire, passo dopo passo, gli avvenimenti che hanno preceduto la morte della giovane. Dalla fine della relazione agli episodi di tensione, dalla fuga fino ai messaggi inviati alla madre nelle ore precedenti alla tragedia: ogni elemento viene esaminato per chiarire la dinamica dei fatti e accertare le eventuali responsabilità.

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