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Alessandro Di Battista in terapia intensiva, il quadro si complica: cosa filtra sulle sue condizioni

Pubblicato: 10/09/2026 18:14

Alessandro Di Battista resta ricoverato in terapia intensiva a Cuba dopo il delicato intervento chirurgico al quale è stato sottoposto nei giorni scorsi all’Avana. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle si trova al quinto piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, dove continua il percorso post-operatorio seguito dai medici cubani. Al momento non è stata ancora fissata una data per il suo rientro in Italia.

Le ultime informazioni diffuse dall’associazione Schierarsi, fondata dallo stesso Di Battista, invitano però alla prudenza rispetto alle ricostruzioni più allarmistiche. L’associazione ha spiegato che l’ex parlamentare “sta affrontando nel migliore dei modi la fase successiva all’intervento” e che non vede l’ora di riprendere le proprie attività. La permanenza in terapia intensiva conferma la delicatezza della situazione, ma non è stata comunicata nelle ultime ore una nuova complicazione o un peggioramento delle condizioni.

Di Battista resta in terapia intensiva all’Avana

“In queste ore Alessandro si trova nel reparto di terapia intensiva del quinto piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras“, ha fatto sapere Schierarsi. L’associazione ha ringraziato medici, infermieri e fisioterapisti che stanno seguendo Di Battista durante questa fase precedente al possibile trasferimento in Italia.

Il ricovero in terapia intensiva arriva dopo giorni particolarmente difficili. Di Battista si trova a Cuba dal 28 agosto, quando aveva accusato un malore accompagnato da forti mal di testa mentre si trovava sull’isola per realizzare un reportage giornalistico. In un primo momento era stato ricoverato in una struttura sanitaria di Santa Clara e successivamente trasferito all’Hermanos Ameijeiras dell’Avana.

La famiglia e le persone più vicine all’ex parlamentare hanno scelto fin dall’inizio di mantenere il massimo riserbo sulla diagnosi. Non è stata resa pubblica la natura precisa della patologia che ha reso necessario l’intervento neurochirurgico e, in assenza di informazioni ufficiali, qualsiasi ipotesi sulle cause del malore resta priva di conferma.

Il rientro in Italia era già stato organizzato

Nei primi giorni di settembre le condizioni di Di Battista sembravano essersi stabilizzate al punto da consentire di programmare il ritorno in Italia. Era stata organizzata un’aeroambulanza privata, con costi coperti dalla polizza assicurativa stipulata prima del viaggio, che avrebbe dovuto riportarlo a Roma.

Lo stesso Di Battista il 2 settembre aveva fatto sapere attraverso i social di sentirsi meglio e di essere ottimista. Il trasferimento avrebbe dovuto concludersi con il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, dove un’équipe medica era pronta a proseguire le cure. Due specialisti del Gemelli erano inoltre arrivati a Cuba per affiancare i sanitari locali e valutare le condizioni necessarie per affrontare un viaggio così lungo.

Il programma è però cambiato improvvisamente il 5 settembre. Secondo le ricostruzioni emerse successivamente, durante il trasferimento verso l’aeroporto le condizioni dell’ex deputato avrebbero reso necessario interrompere il viaggio e tornare in ospedale. I medici hanno quindi deciso di sottoporlo a un intervento chirurgico urgente all’Avana, facendo inevitabilmente saltare il rientro.

L’intervento e gli aggiornamenti di Schierarsi

Nei giorni successivi all’operazione sono arrivate poche informazioni, in linea con la richiesta di riservatezza della famiglia. L’aggiornamento più significativo è stato diffuso da Schierarsi il 9 settembre, con un messaggio dai toni incoraggianti.

“Alessandro non vede l’ora di riprendere le sue battaglie e sta affrontando nel migliore dei modi la fase successiva all’intervento“, ha comunicato l’associazione, ringraziando i medici cubani per la professionalità e la dedizione dimostrate in una situazione definita “estremamente delicata”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al reparto di Neurochirurgia dell’Hospital Hermanos Ameijeiras, che ha seguito direttamente Di Battista durante l’intervento e la successiva fase post-operatoria.

Nessuna data certa per il ritorno a Roma

Il miglioramento registrato dopo l’intervento ha permesso di iniziare nuovamente a ragionare sul possibile rientro in Italia, ma al momento non è stata stabilita una data. Prima di autorizzare il trasferimento, i medici dovranno verificare che le condizioni dell’ex parlamentare siano compatibili con un viaggio intercontinentale in aeroambulanza.

La permanenza in terapia intensiva consente un monitoraggio continuo durante questa fase delicata. Non significa necessariamente che sia intervenuto un nuovo peggioramento: dopo un’operazione complessa, soprattutto in ambito neurochirurgico, la terapia intensiva può essere utilizzata anche per garantire un controllo costante delle condizioni post-operatorie.

Proprio per questo le persone vicine a Di Battista continuano a chiedere di evitare interpretazioni non supportate dalle informazioni mediche disponibili.

I ringraziamenti alla Farnesina e alle autorità cubane

Schierarsi ha ringraziato anche le autorità italiane, l’Unità di Crisi della Farnesina e in particolare l’ambasciatrice italiana a Cuba Simona De Martino, che avrebbe seguito direttamente le diverse fasi della vicenda e l’organizzazione del possibile trasferimento.

L’associazione ha espresso riconoscenza anche alle autorità cubane per l’assistenza garantita fin dal momento del primo ricovero. “Desideriamo ringraziare i medici cubani con tutto il cuore per lo straordinario lavoro svolto, per la professionalità e per la dedizione con cui hanno affrontato una situazione estremamente delicata”, si legge nel messaggio.

Il riferimento all’eccellenza della sanità cubana è stato accompagnato da un nuovo invito alla prudenza nella circolazione delle notizie sulle condizioni dell’ex parlamentare.

Cosa sappiamo davvero sulle condizioni di Di Battista

Il quadro che emerge dalle informazioni ufficiali resta quindi delicato, ma contiene anche segnali positivi dopo l’intervento. Di Battista è ancora ricoverato in terapia intensiva e il ritorno in Italia non è ancora stato programmato, ma Schierarsi riferisce di un decorso post-operatorio favorevole e della volontà dell’ex deputato di tornare presto alle proprie attività.

Non sono stati invece divulgati dettagli sulla diagnosi, sul tipo preciso di intervento effettuato né sui tempi necessari per completare il recupero. La famiglia ha chiesto fin dall’inizio discrezione e le informazioni rese pubbliche sono state volutamente limitate.

Per questo, almeno allo stato attuale, non risultano elementi ufficiali che consentano di parlare di un nuovo peggioramento delle condizioni. La prossima tappa sarà la valutazione dei medici sulla possibilità di affrontare il trasferimento verso Roma, dove Di Battista dovrebbe proseguire il percorso di cura.

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