
Era volontario di un’associazione impegnata nella prevenzione e nello spegnimento degli incendi boschivi. Secondo l’accusa, però, sarebbe stato proprio lui ad appiccare otto incendi nel Gargano tra luglio e agosto, nelle campagne tra Vieste e Peschici. L’uomo, residente a Vieste, è stato arrestato dai carabinieri forestali di Foggia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa l’11 settembre dal gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura. Il reato contestato è quello di incendio boschivo.
Gli episodi sono avvenuti all’interno del territorio del Parco Nazionale del Gargano, in un’area sottoposta a tutela ambientale. Alcuni dei focolai sarebbero stati appiccati anche nelle vicinanze dell’abitato di Vieste, aumentando il rischio per le zone residenziali. Gli incendi avrebbero provocato la distruzione di diversi ettari di vegetazione e bosco, con conseguenze particolarmente rilevanti in un territorio caratterizzato da un elevato valore naturalistico.
Le telecamere avrebbero ripreso gli incendi
A portare gli investigatori sulle tracce del volontario sarebbero stati soprattutto i rilievi tecnici e le immagini raccolte durante le indagini. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le telecamere avrebbero documentato i suoi movimenti in occasione di diversi episodi. In alcune circostanze, l’uomo sarebbe stato ripreso mentre innescava le fiamme nelle aree boschive per poi allontanarsi rapidamente a bordo della propria automobile.
Le immagini avrebbero quindi consentito agli investigatori di ricostruire gli spostamenti dell’indagato e di metterli in relazione con gli incendi verificatisi nelle campagne. L’attività investigativa è stata condotta dai militari dei Nuclei Parco di Foresta Umbra, Cagnano Varano, Vieste e San Nicandro, sotto il coordinamento del Reparto carabinieri Parco di Monte Sant’Angelo.
Le aggravanti contestate all’indagato
Gli otto roghi attribuiti al volontario avrebbero provocato danni estesi e persistenti alla vegetazione all’interno di un’area protetta. Proprio la gravità delle conseguenze avrebbe portato alla contestazione di pesanti aggravanti nell’ambito dell’inchiesta. Gli incendi, secondo l’accusa, avrebbero infatti interessato un territorio sottoposto a tutela ambientale, compromettendone diverse aree boschive.
Un altro elemento considerato dagli investigatori riguarda il ruolo svolto dall’uomo come volontario. La sua attività sarebbe stata legata a un’associazione impegnata proprio nella prevenzione e nella lotta agli incendi boschivi. Secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe quindi agito in contrasto con i compiti e le finalità dell’attività di volontariato svolta.
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono stati trasmessi alla Procura di Foggia, che ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il gip del Tribunale di Foggia ha accolto la richiesta e disposto l’arresto dell’uomo. Le accuse dovranno ora essere sottoposte agli ulteriori passaggi dell’iter giudiziario.


