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“Crollo totale!”. Sondaggi shock per quel partito: chi festeggia

Pubblicato: 14/09/2026 11:17

La fotografia del consenso politico restituisce un quadro nel quale gli equilibri tra i principali partiti restano sostanzialmente definiti, ma con movimenti che potrebbero assumere un peso maggiore con l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche. In particolare, il centrodestra conserva il proprio impianto ma deve fare i conti con la difficoltà della Lega, mentre altri protagonisti della maggioranza mostrano una maggiore tenuta.

Nel centrosinistra, invece, il dato più evidente riguarda il Partito democratico, che registra una flessione significativa. Il risultato complessivo del cosiddetto campo largo consente comunque all’area progressista di mantenere un margine favorevole sul centrodestra, anche se la distanza è talmente ridotta da rendere l’attuale equilibrio estremamente incerto.
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Fratelli d’Italia resta primo partito

Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli, Fratelli d’Italia si conferma al primo posto con il 28% delle preferenze. Il partito guidato da Giorgia Meloni mantiene quindi una posizione di forza, mentre all’interno della maggioranza prosegue il confronto su alcuni dei principali dossier politici.

Tra questi c’è la legge elettorale, sulla quale nelle ultime settimane si sono registrate tensioni legate soprattutto al tema delle preferenze. Il rischio di una nuova spaccatura nella maggioranza, alimentato anche dalla possibilità di sostenere alcuni subemendamenti del Pd, sembra essere rientrato. La coalizione di governo si è ricompattata sulla soluzione delle preferenze con i capilista bloccati, confermando l’intesa raggiunta.

Il quadro dei consensi, tuttavia, evidenzia alcune difficoltà per gli alleati di Fratelli d’Italia. Il dato più problematico riguarda la Lega, che perde un ulteriore 0,5% e scende al 5,5%.

Forza Italia e Futuro Nazionale appaiati

Il movimento dei consensi interessa anche gli altri partiti del centrodestra. Forza Italia si attesta al 7,5%, ma deve ora guardarsi dalla crescita di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che guadagna un altro 0,5% e raggiunge anch’esso quota 7,5%.

Il risultato porta Futuro Nazionale a giocarsi il quarto posto tra le forze politiche considerate dal sondaggio. La crescita del partito di Vannacci si contrappone così alla progressiva flessione registrata dalla Lega, modificando gli equilibri interni all’area di centrodestra.

La dinamica dei consensi rappresenta quindi uno degli elementi più interessanti emersi dalla rilevazione dell’Istituto Piepoli. Se Fratelli d’Italia conserva una distanza molto ampia dagli alleati, la parte restante della coalizione appare invece più mobile, con Forza Italia e Futuro Nazionale affiancati e la Lega in arretramento.

Il Pd perde un punto

Sul fronte opposto, il dato più significativo riguarda il Partito democratico, che lascia sul terreno un punto percentuale e scende al 20%. Il Movimento 5 Stelle rimane invece stabile al 12,5%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra registra una crescita dello 0,5% e raggiunge il 7%.

I numeri si intrecciano con il confronto politico ancora aperto all’interno del campo largo. Alla Festa dell’Unità, la leader dem ha indicato una precisa sequenza per la costruzione dell’alleanza: prima la definizione del programma, poi le primarie. Sul tema dell’Ucraina, inoltre, ha risposto alle posizioni espresse da Giuseppe Conte, ribadendo che il Pd non intende interrompere il sostegno a Kiev.

Per le forze progressiste, dunque, la sfida non riguarda soltanto la somma dei consensi. Per presentarsi unite sarà necessario trovare un punto di equilibrio tra posizioni differenti e definire un’intesa sui principali temi politici.

Renzi apre alla rinuncia alla leadership

Le trattative coinvolgono anche le formazioni più piccole. Italia Viva si trova al 2%, in calo di mezzo punto. Matteo Renzi ha manifestato la disponibilità a rinunciare alla leadership pur di favorire l’unità della coalizione, ma sul fronte pentastellato rimangono le perplessità di Conte.

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha infatti espresso la propria contrarietà all’ipotesi di “dare centralità” a una forza politica che, secondo i numeri della rilevazione, si colloca su una percentuale contenuta di consenso. Anche questo passaggio mostra quanto la costruzione di un’alleanza progressista sia legata non soltanto alle scelte programmatiche, ma anche agli equilibri tra i singoli partiti.

Tra le forze minori, Azione arriva al 3%, toccando la soglia di sbarramento. Seguono +Europa, Sud Chiama Nord, Partito liberal democratico e Noi Moderati, tutti all’1,5%. Chiude Ora!, allo 0,5%.

Campo largo avanti di mezzo punto

Il dato più delicato emerge però dal confronto tra le coalizioni. Il campo largo raggiunge complessivamente il 43%, mentre il centrodestra si ferma al 42,5%. La distanza è quindi di appena 0,5 punti percentuali.

Si tratta di un margine estremamente ridotto, che fotografa una competizione ancora apertissima. Da una parte la stabilità di Fratelli d’Italia garantisce al centrodestra una base molto solida; dall’altra, il calo del Pd e le difficoltà nella costruzione dell’alleanza rappresentano elementi di attenzione per il centrosinistra.

Allo stesso tempo, la lieve prevalenza del campo largo sui partiti di centrodestra dimostra quanto possano essere determinanti anche gli spostamenti più contenuti nel consenso. Se i rapporti di forza dovessero restare vicini a quelli rilevati dall’Istituto Piepoli, la sfida per le prossime politiche potrebbe rimanere incerta fino all’ultimo, con un risultato legato a una differenza di pochi voti.

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