
RUXELLES — L’Europa prepara una stretta sull’accesso dei minori ai social media. La Commissione europea si appresta infatti a proporre nuove regole per limitare l’utilizzo dei social network e delle piattaforme di condivisione video prima dei 15 anni. È quanto emerge da alcuni documenti preparatori visionati da POLITICO e da una fonte a conoscenza del dossier.
Il nuovo pacchetto, che sarà presentato giovedì, comprenderà un EU KIDS Act destinato a introdurre limiti di età e nuove regole per rendere i servizi digitali più sicuri fin dalla progettazione. Nel mirino non ci sono soltanto i social: le norme riguarderanno anche piattaforme video, videogiochi online, chatbot e assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale, mentre resteranno esclusi gli strumenti destinati all’uso educativo.

La proposta della Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, nasce in un clima di crescente preoccupazione per gli effetti che l’utilizzo intensivo delle piattaforme digitali può avere sui più giovani. Esperti sanitari, politici e genitori chiedono da tempo maggiori garanzie, soprattutto di fronte ai timori legati alla salute mentale dei minori e all’esposizione precoce a contenuti e interazioni online.
La questione è ormai diventata una priorità politica in diversi Paesi europei. Negli ultimi mesi sono aumentate le pressioni sulla Commissione, anche da parte di leader come il primo ministro francese Emmanuel Macron. Nel frattempo Austria, Danimarca, Francia, Grecia e Spagna stanno lavorando o hanno avviato iniziative legislative nazionali per limitare l’accesso dei minori ai social media.
Maggiori dettagli potrebbero arrivare già mercoledì, quando von der Leyen parlerà al Parlamento europeo di Strasburgo in occasione del suo discorso sullo stato dell’Unione. Il portavoce della Commissione Olof Gil ha intanto confermato che la nuova legge sarà presentata giovedì, anche se il testo non è ancora definitivo e potrebbe subire modifiche prima del via libera ufficiale.
La novità più significativa riguarda il sistema di account differenziati per età. Non sarebbe previsto, almeno nella formulazione attuale, un divieto assoluto di accesso ai social prima dei 15 anni. L’idea è invece quella di creare diversi livelli di utilizzo, con regole più o meno restrittive in base all’età e con una particolare attenzione alle piattaforme considerate ad alto rischio.
Per i bambini sotto i 13 anni, i genitori potrebbero aprire account completamente controllati dai tutori, esclusivamente su servizi che rispettino rigorosi standard di sicurezza. Tra i 13 e i 15 anni entrerebbero invece in gioco account introduttivi, caratterizzati da limiti sui contatti con persone sconosciute, sul tempo trascorso davanti allo schermo e da un sistema di controllo parentale. Solo dopo i 15 anni i ragazzi potrebbero creare autonomamente i propri account.
Un altro punto centrale riguarda la verifica dell’età. Le piattaforme social e quelle di condivisione video sarebbero chiamate ad adottare strumenti tecnologici capaci di accertare l’età degli utenti. La Commissione punta inoltre a costruire un sistema di controllo e sanzioni sul modello del Digital Services Act e dell’Artificial Intelligence Act, prevedendo anche contributi di vigilanza a carico delle aziende interessate.
Il progetto europeo non è però ancora legge. Dopo la presentazione ufficiale, il testo dovrà affrontare il lungo percorso di negoziazione con gli Stati membri e il Parlamento europeo. La Commissione, per ora, non ha voluto commentare nel dettaglio i contenuti della proposta. Se il piano dovesse essere confermato, l’Europa compierebbe comunque un passo importante verso un nuovo modello di protezione digitale dei minori, spostando il tema dell’età di accesso ai social dal dibattito politico alle regole concrete per le piattaforme.


