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“Sono il nuovo Berlusconi!”. Corona lancia il suo partito politico: ecco il programma

Pubblicato: 15/09/2026 09:15

Un video pubblicato su YouTube segna un nuovo capitolo nella lunga esposizione pubblica di Fabrizio Corona. L’ex re dei paparazzi ha annunciato la nascita di un movimento politico, presentandone anche le principali linee programmatiche. Il progetto si chiama “Per la verità” e viene descritto come un movimento di orientamento liberale, costruito attorno a temi come libertà di espressione, tecnologia, lavoro, fiscalità e legalizzazione delle droghe.

Nel suo intervento, Corona affronta numerosi argomenti della politica italiana e propone una serie di cambiamenti radicali, accompagnati da una critica molto dura nei confronti delle istituzioni, delle grandi aziende tecnologiche e dell’attuale sistema dell’informazione. Un progetto politico che, almeno nelle intenzioni illustrate nel video, punta a costruire un’alternativa fondata sulla libertà individuale e sull’iniziativa privata.

L’iniziativa presenta però fin dall’inizio un elemento che riguarda direttamente il suo promotore: Fabrizio Corona non può candidarsi alle elezioni a causa dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici conseguente a una condanna definitiva.
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Il programma di Corona

Uno dei punti centrali del discorso riguarda il rapporto tra cittadini, big tech e algoritmi. Corona sostiene che il crescente potere delle grandi piattaforme digitali abbia progressivamente limitato la libertà individuale e influenzato il modo in cui le informazioni vengono prodotte e diffuse.

Per affrontare quello che considera un problema di censura online, propone la realizzazione di una piattaforma digitale indipendente, dotata anche di un proprio social network. L’obiettivo dichiarato sarebbe garantire una maggiore libertà di espressione e sottrarsi agli interventi delle piattaforme tradizionali e delle autorità di garanzia.

Nel programma trova spazio anche il tema dell’intelligenza artificiale, considerata da Corona soprattutto per le conseguenze che potrebbe avere sul mondo del lavoro. Il movimento intende affrontare la trasformazione occupazionale legata all’utilizzo crescente delle nuove tecnologie, inserendo la questione tra quelle considerate prioritarie.

Corona lega questi temi anche a una critica più generale nei confronti del governo italiano e del funzionamento della pubblica amministrazione. Nel suo intervento sostiene la necessità di introdurre una gestione maggiormente ispirata a criteri imprenditoriali, richiamando anche il modello di Silvio Berlusconi e definendosi, nel suo discorso, una sorta di “nuovo Berlusconi”.

Tra i settori indicati come strategici c’è il turismo, che secondo Corona dovrebbe essere valorizzato per creare ricchezza e rafforzare nel mondo l’identità e lo stile italiani.

Fisco, sanità e lavoro

Un altro capitolo del programma riguarda la pressione fiscale. Corona contesta un livello di tassazione che, secondo la sua impostazione, arriverebbe fino al 70 per cento dei guadagni, a fronte di servizi pubblici giudicati insufficienti.

Nel mirino finiscono anche le liste d’attesa della sanità pubblica, considerate uno dei simboli delle inefficienze del sistema. Il discorso tocca inoltre le multe legate alle Ztl, accusando i comuni di utilizzarle come strumento per aumentare le proprie entrate, e la Rai, della quale viene contestata la politicizzazione.

Sul fronte occupazionale, il movimento propone un intervento specifico per i lavoratori più anziani. Corona indica infatti l’introduzione di un obbligo per le aziende di assumere lavoratori over 50, con l’obiettivo di valorizzarne l’esperienza e la capacità professionale.

Tra le proposte figura inoltre un sostegno rivolto ai padri separati che si trovano in condizioni di difficoltà economica.

Prostituzione e legalizzazione delle droghe

Il programma affronta anche questioni tradizionalmente molto controverse nel dibattito politico. Corona propone la regolamentazione della prostituzione, immaginandola come un’attività organizzata secondo un modello di business statale e indicando la Svizzera come riferimento.

Ancora più netta è la posizione sulle droghe, per le quali viene proposta la completa legalizzazione. Secondo la prospettiva illustrata da Corona, la trasformazione del settore in un mercato legale permetterebbe anche di generare nuove entrate fiscali per lo Stato.

Sul tema dell’immigrazione, invece, il programma esclude quella che Corona definisce integrazione indiscriminata. La proposta prevede l’espulsione immediata degli immigrati irregolari e di quelli che commettono reati, mentre l’ingresso nel Paese sarebbe riservato a lavoratori regolari dotati di competenze considerate utili per l’Italia.

Perché Fabrizio Corona non può candidarsi

Il progetto politico presenta però un limite che riguarda direttamente la possibilità per il suo fondatore di concorrere a una consultazione elettorale. La ragione è la condanna definitiva subita da Corona per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali ai danni dell’ex calciatore della Juventus David Trezeguet.

La sentenza è diventata definitiva nel gennaio 2013 e ha stabilito una pena di cinque anni di reclusione, una multa di mille euro e soprattutto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Il procedimento riguardava alcune fotografie che ritraevano Trezeguet insieme a una donna. Secondo quanto emerso nel processo, Corona aveva chiesto al calciatore 25mila euro per evitare la pubblicazione delle immagini.

È proprio la pena accessoria dell’interdizione perpetua a impedire a Corona di candidarsi. L’articolo 28 del codice penale, richiamato nella vicenda, prevede infatti conseguenze che comprendono la perdita del diritto di elettorato e di eleggibilità e degli altri diritti politici.

Il nuovo movimento nasce quindi con una particolarità evidente: Corona presenta un programma politico ma, sulla base della condanna e dell’interdizione che gli sono state inflitte, non può candidarsi personalmente. Il progetto “Per la verità” resta così legato alla figura del suo fondatore e alle proposte presentate nel video, ma la sua eventuale trasformazione in una vera esperienza elettorale dovrà confrontarsi anche con questo limite personale.

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