
Una giornata di lavoro si è trasformata in una tragedia rimasta nascosta per giorni, fino alla riapertura dello stabilimento. È stato allora che è emersa la drammatica scoperta: all’interno di un ambiente refrigerato giaceva il corpo senza vita di un lavoratore. Per ricostruire cosa sia successo bisognerà ora stabilire quando l’uomo sia entrato nella cella, cosa abbia provocato il malore e se, dopo la caduta, abbia avuto la possibilità di chiedere aiuto.
L’assenza di segni evidenti di violenza porta gli investigatori a concentrarsi soprattutto sulla dinamica dell’incidente e sulle condizioni nelle quali l’operaio si trovava a lavorare. Ma restano ancora diversi interrogativi da chiarire, a partire dal momento esatto in cui sarebbe avvenuta la caduta. Gli accertamenti dovranno inoltre stabilire se il decesso sia stato immediato oppure se l’uomo abbia ripreso conoscenza tentando, senza riuscirci, di uscire dalla cella.
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La vittima è un uomo di 62 anni di nazionalità cinese, dipendente di un’azienda del settore alimentare. Il corpo è stato trovato nella mattinata di lunedì 14 settembre all’interno di una cella frigorifera di uno stabilimento situato in via Enrico Fermi, a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma.
Secondo la prima ricostruzione, il sessantaduenne si sarebbe sentito male mentre si trovava nello stabilimento e sarebbe caduto accidentalmente all’interno del magazzino refrigerato. L’ipotesi investigativa è che l’episodio possa essere avvenuto già sabato, quando lo stabilimento avrebbe poi chiuso per il fine settimana.
Il corpo scoperto dopo il weekend
La circostanza che lo stabilimento fosse chiuso durante il fine settimana potrebbe spiegare perché nessuno si sia accorto della presenza dell’uomo all’interno della cella frigorifera. Se questa ricostruzione trovasse conferma, il sessantaduenne sarebbe rimasto lì per circa tre giorni, fino alla riapertura dell’attività con l’inizio della nuova settimana.
Al momento della scoperta, per il lavoratore non c’era purtroppo più nulla da fare. La segnalazione è arrivata al Numero Unico delle Emergenze 112, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine e degli altri operatori incaricati degli accertamenti.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Tivoli e quelli del Nucleo investigativo di Frascati, insieme al medico legale e agli ispettori della Asl Roma 5. Il loro compito è ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare anche le condizioni di sicurezza presenti nello stabilimento.

Le cause della morte
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda il malore che avrebbe preceduto la caduta. Le cause non sono al momento note e gli investigatori non escludono che possa avere avuto un ruolo anche uno sbalzo termico.
La salma è stata trasferita in obitorio e messa a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Sarà quest’ultima a disporre gli accertamenti necessari, compresa l’autopsia, che potrà fornire elementi fondamentali per stabilire le cause del decesso.
Un primo esame esterno non avrebbe evidenziato segni di violenza tali da far pensare a un omicidio. L’ipotesi principale resta quindi quella di un incidente, ma la dinamica deve ancora essere ricostruita in ogni dettaglio.
In particolare, resta da capire cosa sia accaduto dopo il presunto malore. L’uomo potrebbe essere morto subito dopo aver perso conoscenza oppure potrebbe essersi ripreso, rendendosi conto di essere rimasto intrappolato all’interno della cella frigorifera e cercando inutilmente una via d’uscita.

Le telecamere al vaglio dei carabinieri
Un contributo importante alle indagini potrebbe arrivare dai sistemi di videosorveglianza dell’azienda. I carabinieri hanno acquisito i filmati e stanno procedendo alla loro visione per ricostruire gli ultimi movimenti del lavoratore.
Gli investigatori intendono verificare innanzitutto quando il sessantaduenne sia entrato nella cella frigorifera e per quanto tempo vi sia rimasto. Le immagini potrebbero inoltre consentire di stabilire se altri movimenti o circostanze possano essere collegati all’accaduto.
L’attenzione degli investigatori è rivolta anche ai sistemi di sicurezza dello stabilimento. Gli ispettori della Asl Roma 5 dovranno verificare se l’uomo fosse stato messo nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro in sicurezza e se fossero presenti tutte le misure necessarie per evitare un incidente di questo tipo.
Le verifiche procedono quindi su più fronti. Da una parte ci sono gli accertamenti medico-legali, indispensabili per comprendere le cause della morte; dall’altra l’analisi delle immagini e delle condizioni dello stabilimento, che dovrà consentire di ricostruire la sequenza dei fatti.
Il punto centrale dell’inchiesta resta ancora da chiarire: capire quando e perché il lavoratore sia finito nella cella frigorifera, cosa sia accaduto dopo il presunto malore e perché nessuno si sia accorto della sua presenza fino alla riapertura dello stabilimento. Saranno gli esami disposti dall’Autorità giudiziaria e il lavoro dei carabinieri a fornire le risposte.


