
Quando gli esami medico-legali e i riscontri peritali diventano la chiave di volta per fugare ogni dubbio e ricostruire gli attimi conclusivi di una tragedia, la cronaca torna a scavare a fondo nei dettagli più intimi di una terribile vicenda. Tra le risposte scientifiche attese dall’ispezione anatomopatologica, l’accertamento delle cause esatte della morte e le ipotesi investigative da confermare rigorosamente in laboratorio, gli inquirenti cercano la verità definitiva. Un passaggio cruciale che mira a chiarire la dinamica esatta dei fatti e a spazzare via le ombre che circondano le ultime ore prima del fatale tragico impatto.
Incidente Venezia, la madre di Gabriella è arrivata in Italia
Poi è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. Il corpo della giovane è stato individuato dopo tre giorni di ricerche e da quel momento l’attenzione si è spostata anche sull’arrivo in Italia dei suoi familiari. Un viaggio lunghissimo, partito dal Brasile e segnato da un particolare drammatico: la madre e la sorella di Gabriella hanno appreso proprio mentre erano in viaggio che ogni speranza si era ormai spenta.
Le due donne sono atterrate ieri sera all’aeroporto Marco Polo di Venezia dopo dodici ore di volo e di angoscia. La notizia del ritrovamento del corpo di Gabriella le ha raggiunte durante uno scalo a Parigi. Una volta arrivata a Venezia, Gisele, la madre della giovane, ha raccontato disperata di “aver perso due bambini”, riferendosi alla figlia e a Sean Michieli. Il viaggio dal Brasile è stato reso possibile grazie a una colletta alla quale ha partecipato anche la famiglia Michieli.
Sulla salma di Gabriella Querino, il cui corpo è stato individuato alle 9 di mattina del 15 settembre da un cittadino nella zona di Campalto, e su quella del marito Sean Michieli, deceduto all’ospedale dell’Angelo di Mestre dopo lo scontro tra il loro barchino e un taxi acqueo nel canale Tessera, la Procura punta con decisione sugli esami autoptici. I primissimi rilievi effettuati sul corpo della 26enne, recuperata dai Vigili del fuoco con le autopompe lagunari, hanno evidenziato traumi ed ecchimosi perfettamente compatibili con le lesioni da schianto nautico, fornendo una prima importante conferma medica alla tesi dell’incidente spaventoso.
Tuttavia, l’esame autoptico completo e i contestuali approfondimenti tossicologici disposti dal pubblico ministero serviranno ad accertare con precisione se la morte sia sopraggiunta per l’impatto o per annegamento nelle acque della laguna.
Il giallo della lite e gli accertamenti tossicologici sul tassista
L’esito dei riscontri medico-legali sarà incrociato con le testimonianze dei familiari giunti dal Brasile, i quali hanno segnalato ai giornali un litigio avvenuto tra i due giovani sposi nella serata di venerdì, prima della tragica uscite all’alba. Gli inquirenti intendono verificare se vi siano elementi antecedenti allo scontro o se la causa del decesso sia da attribuire esclusivamente all’urto contro la chiglia del taxi acqueo.
Parallelamente, sono stati disposti test tossicologici anche nei confronti del tassista 38enne indagato per omicidio nautico. Mentre si attende il riconoscimento ufficiale del corpo di Gabriella Querino per concedere il nulla osta alle esequie, il sindaco di Venezia Simone Venturini ha espresso il cordoglio della comunità: «Si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto con il fiato sospeso tutta la nostra città».


