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Pomodori, melanzane e lattuga: l’emergenza climatica svuota il reparto ortofrutta dei supermercati italiani

Pubblicato: 17/09/2026 16:57

Nel tramonto settembrino dell’estate più calda di sempre l’insalata è scomparsa dai banchi; scarseggiano melanzane, peperoni e carote; la cesta dell’avocado conta un paio di superstiti, mentre i pomodori registrano quotazioni da capogiro. Al loro posto, nelle filiali di Esselunga di tutta Italia, è comparso un avviso chiarissimo: «Informazione ai clienti. A seguito delle condizioni climatiche delle zone di produzione, la disponibilità di alcuni prodotti ortofrutticoli potrebbe essere temporaneamente ridotta». Tra temperature estreme, siccità, roghi e violentissime grandinate, i danni stimati da Coldiretti hanno superato i 3 miliardi di euro.

«Il caldo prolungato ha rallentato la crescita di alcune colture, mentre grandine, vento e temporali hanno danneggiato parte dei raccolti, rendendo più complesse e variabili la disponibilità e la continuità delle forniture di alcuni prodotti ortofrutticoli, tra cui, ad esempio, pomodori e insalate», ammettono i vertici di Esselunga.

Crolli di produzione e banchi vuoti nella grande distribuzione

I numeri tratteggiano un vero e proprio disastro: meno 10% di produzione per frutta e verdura, con picchi del meno 30% per le insalate. «Da circa tre settimane si registra una forte mancanza di verdura: i quantitativi disponibili sui mercati si sono ridotti sensibilmente, i prezzi sono saliti in modo marcato e anche nella grande distribuzione si iniziano a vedere difficoltà nel reperire il prodotto. È una situazione critica per l’intera filiera», spiega Alessandro Marinoni, consigliere di Confagricoltura di Brescia.

Analogo l’allarme lanciato nei punti vendita di ConadPamCarrefour e Tigre: «Alcune referenze di insalate in busta potrebbero essere temporaneamente non disponibili a causa di difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. Ci scusiamo per il disagio».

«Le insalate in questo periodo vengono da Mantova e dall’alto Ferrarese, lì però ha grandinato molto», chiarisce Aurelio Baccini dell’Agofi. Conferme arrivano anche da Unione Italiana Food e da Lorenzo Bazzana di Coldiretti, che evidenzia come l’impennata dei costi non salvi comunque le aziende agricole, costrette ad affrontare perdite drammatiche del 20-30% sui raccolti. «Quelli olandesi arrivano a costare 4 euro al chilo», osserva infine Gianni Tapinassi, presidente di Mercafir a Firenze, a testimonianza di prezzi destinati a raddoppiare prima di raggiungere le tavole dei consumatori.

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Ultimo Aggiornamento: 17/09/2026 16:58

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