
La nuova accelerazione arriva soprattutto dal fronte dell’energia. Ad agosto il costo della vita in Italia ha registrato un aumento più marcato rispetto al mese precedente, con l’inflazione che ha raggiunto il 3,3%, rispetto al 2,9% registrato a luglio. A spingere verso l’alto l’indice sono stati soprattutto i beni energetici, il cui incremento è passato dall’11,6% al 17,1%.
Il dato, confermato dall’Istat rispetto alla stima preliminare, segnala una crescita che riporta l’inflazione sui livelli più elevati degli ultimi anni. Su base mensile, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato invece un aumento dello 0,5%.
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L’energia spinge l’inflazione
È soprattutto il comparto energetico a spiegare la nuova accelerazione dei prezzi. Ad agosto gli energetici regolamentati hanno visto la propria crescita passare dal 14,8% al 18,6%, mentre per quelli non regolamentati l’aumento è stato ancora più evidente, dal 11,4% al 17%.
All’interno di quest’ultima categoria rientrano anche i carburanti, il cui andamento contribuisce quindi in maniera significativa alla crescita complessiva dell’inflazione. Il risultato è un’accelerazione dell’indice generale nonostante alcuni altri comparti abbiano mostrato una dinamica più contenuta.
Il 3,3% raggiunto ad agosto rappresenta il livello più elevato indicato nel dato Istat dai mesi in cui l’inflazione aveva raggiunto valori più alti, con il riferimento riportato al settembre 2023, quando era arrivata al 5,3%.

Il carrello della spesa resta sotto l’1%
Sul fronte degli acquisti quotidiani, invece, la situazione presenta una dinamica più moderata. I prezzi degli alimentari hanno registrato ad agosto una crescita dell’1%, contribuendo quindi a contenere l’aumento dell’indice generale.
Un andamento analogo riguarda il cosiddetto carrello della spesa, che comprende i beni acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie, tra cui prodotti alimentari, articoli per la cura della casa e prodotti per l’igiene personale.
In questo caso la variazione annuale è passata dall’1% di luglio allo 0,9% di agosto, segnando quindi un lieve rallentamento. La componente legata agli acquisti più frequenti non segue dunque l’accelerazione registrata dal comparto energetico.
Anche alcuni altri capitoli di spesa hanno contribuito a frenare la crescita complessiva dei prezzi. Tra questi ci sono i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, oltre ai servizi legati ai trasporti.
Inflazione di fondo in lieve calo
Un altro elemento indicato dall’Istat riguarda l’inflazione di fondo, cioè quella calcolata al netto delle componenti più volatili. Il dato è sceso leggermente, passando dall’1,6% all’1,5%.
Nello stesso tempo, il dato medio dell’inflazione per il 2026, acquisito ad agosto, è salito al 2,9%.
L’andamento dei prezzi mostra quindi una situazione differenziata tra i diversi comparti. Da una parte c’è la forte accelerazione dell’energia, sia regolamentata sia non regolamentata, che porta verso l’alto l’indice generale. Dall’altra, alimentari e alcuni servizi mantengono una dinamica più contenuta.

Beni e servizi, le variazioni ad agosto
Tra le componenti che hanno registrato un’accelerazione figurano anche i beni durevoli, passati da una crescita dello 0,7% a una dell’1,3%, e gli alimentari non lavorati, saliti dal 3,6% al 3,8%.
In direzione opposta si sono mossi alcuni servizi. I prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono scesi dal 3% al 2,6%, mentre quelli relativi ai trasporti hanno rallentato dall’1,6% allo 0,8%.
Il quadro complessivo restituito dai dati di agosto è quindi quello di un’inflazione tornata a crescere con maggiore intensità, sostenuta principalmente dal caro energia. L’accelerazione dei prezzi energetici ha infatti più che compensato il rallentamento registrato da alcune componenti dei servizi e la dinamica ancora moderata dei prezzi alimentari e del carrello della spesa.


