
Quando l’illusione di sicurezza all’interno del proprio quartiere viene improvvisamente infranta da un pericolo invisibile e imprevedibile, la quotidianità si trasforma in un incubo d’ansia e apprensione. Tra le mura dell’ospedale, i racconti concitati dei testimoni e l’amarezza di chi si ritrova a fare i conti con ferite fisiche e psicologiche, la cronaca torna a scavare in un episodio sconcertante che ha scosso il cuore della capitale. Una vicenda ad altissima tensione che solleva interrogativi brucianti sul confine tra giustizia e percezione di impunità, mentre la paura di nuove ritorsioni continua a tormentare le vittime e le loro famiglie.
Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice romana di 49 anni, non riesce a darsi pace dopo aver saputo che l’uomo che l’ha colpita con un pallino sparato da un’arma ad aria compressa è ancora libero. Ricoverata in ospedale, ha espresso tutta la sua rabbia: «Sono sconcertata, per me quest’uomo è una bomba nel quartiere». Il braccio continua a farle male, con due dita intorpidite che fatica a muovere. Il sollievo per la rapidità delle indagini si è trasformato in terrore non appena ha scoperto che Edoardo Ciardiello Crescimanno è stato denunciato ma lasciato a piede libero: «Uno che, come dichiarato, ha sparato per divertimento potrebbe farlo sempre. Ho paura a passare, a incontrarlo, e che possa agire nei miei confronti o della mia famiglia dato che siamo ora esposti».
L’uomo, 50 anni, disoccupato e di buona famiglia, vive nel rione Prati. I carabinieri di San Pietro lo hanno individuato dopo due giorni di indagini: da una settimana sparava con tre pistole a gas e una carabina contro i passanti in via della Giuliana. Davanti al pm, affiancato dall’avvocato Giampaolo Balzarelli, ha ammesso: «Ho sparato 10 volte, per divertimento, a chi capitava, ho colpito cinque o sei persone, ma non ce l’avevo con le donne. Ho sempre evitatedi tirare ad anziani e bambini».
Gli spari dal quarto piano e le indagini dei carabinieri
Lunedì alle 15 Ciardiello ha esploso il colpo che ha ferito al tricipite Stillitano, poi operata per estrarre il pallino di metallo: «Sono sceso per soccorrerla, c’era troppa gente in strada e sono risalito», ha sostenuto. Venerdì era stata colpita al polpaccio anche Angela Perrone, commercialista di 57 anni.
Dalla finestra al quarto piano mirava sempre allo stesso punto. A inizio settembre aveva acquistato la carabina in un’armeria di via Germanico: ripercorrendo gli acquisti nei negozi dell’area, i militari dell’Arma sono risaliti a lui, spingendolo infine a presentarsi in caserma insieme al suo legale.


